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Intervista a Ester Sarto – Consulenza aziende per l’attivazione di stage

Una nuova intervista con i nostri professionisti: incontriamo Ester Sarto, che presidia la sede romana di FourStars e si occupa di attivazione stage e politiche attive del lavoro. Ci racconterà del suo lavoro e delle sue passioni, offrendoci anche qualche interessante spunto di riflessione.

 

Da qualche tempo ti sei unita al team FourStars per presidiare la sede romana. Come sei arrivata in azienda? Qual è stato il tuo percorso prima di questa esperienza?

Prima di iniziare il mio percorso in FourStars ho lavorato per quasi tre anni in un’Agenzia per il Lavoro attiva sul territorio Laziale: è stato il mio primo contatto con questo settore e mi ha permesso di apprendere molto.

Purtroppo si trattava di un ambiente che non mi concedeva opportunità di crescita e sentivo il bisogno di trovare un’azienda che desse il giusto valore, sia alla mia persona che alle mie competenze. Inoltre mi ero resa conto di non condividere più i valori aziendali, troppo distanti dai miei. La motivazione è venuta sempre meno e così la voglia di continuare in quella realtà.

In quel momento FourStars cercava una risorsa in Lazio per la sede di Roma e mi son detta: “perché no?”, in fondo era il periodo giusto per un sano cambiamento e io ero nel giusto atteggiamento per farlo. Quando le occasioni capitano vanno prese al volo!

Da subito ho capito che FourStars attribuisce molta importanza alla persona, oltre che alle competenze, quindi i miei valori sono combaciati alla perfezione con quelli aziendali.

Un consiglio che mi sento di dare alle aziende è di dare sempre il giusto valore anche al lato umano delle risorse: le competenze tecniche si possono trasmettere, mentre i valori no.

Cosa ti ha spinta a scegliere di intraprendere un percorso nel settore della consulenza alle aziende per l’attivazione di stage?

Sono capitata nel settore per puro caso! Ho lasciato il mio primo lavoro perché non ero stata contrattualizzata (ho lavorato per 4 anni come segretaria in un centro sportivo).

Nei mesi in cui sono stata senza lavoro mi sono iscritta al programma Garanzia Giovani, dopo poco tempo mi ha contattata un’Agenzia per il Lavoro che cercava una segretaria e mi sono candidata. In azienda eravamo pochi e il lavoro tanto, perciò mi sono stati affidati compiti che esulavano dalle mansioni di segreteria, come la rendicontazione del progetto garanzia giovani, l’accoglienza dei ragazzi, il supporto alle aziende e l’attivazione di stage.

Ho scoperto un mondo che mi piace tantissimo, proprio nel momento in cui ero demoralizzata e delusa dal mondo del lavoro, perciò ho preso la decisione di rimanere e crescere nel settore.

Di cosa ti occupi in FourStars?

Mi occupo di attivazione stage: offro consulenza alle aziende per destreggiarsi tra le normative regionali e supporto ai candidati per reperire la documentazione necessaria all’attivazione.

Mi occupo anche di politiche attive, nello specifico di Garanzia Giovani Lazio e di tutte le misure legate al programma.

Cosa pensi del programma Garanzia Giovani in Lazio? Quali opportunità pensi che possa offrire ai ragazzi che terminano gli studi e desiderano iniziare a lavorare?

Rispondo volentieri, dato che ho avuto esperienza diretta e in definitiva sono un po’ di parte.

Ho partecipato io stessa al programma, mi ha dato l’opportunità di essere inserita in un contesto aziendale che mi ha fatta crescere molto. Soprattutto mi ha consentito di conoscere il mondo del lavoro più da vicino, nonché di entrare a far parte di una realtà che offre tante opportunità anche per contrastare il lavoro nero, dal quale io stessa provenivo.

Proprio per questi motivi ci tengo molto a informare i ragazzi e le aziende sulle opportunità che Garanzia Giovani offre: sicuramente rende i NEET (Not in Education, Employment or Training) più appetibili per le aziende, dato che il loro inserimento comporta l’ottenimento di incentivi, ma dà loro anche strumenti concreti per riconoscere le proprie competenze e conoscere diritti e doveri nel mondo del lavoro.

Trovo che per i NEET sia uno strumento valido sia per acquisire consapevolezza, sia per avanzare in quanto a crescita ed esperienza.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

Mi piace il fatto che il mondo del lavoro sia in costante cambiamento e aggiornamento, non vado matta per la staticità in generale.

Mi piace poi il fatto di poter aiutare i ragazzi, tramite strumenti quali orientamento e formazione, a riconoscere il proprio valore e dar loro suggerimenti per comunicarlo nel modo giusto.

Mi piace anche dare supporto alle aziende, semplificando loro una materia, quella normativa, che a volte può risultare abbastanza complessa.

Con quali figure professionali collabori ogni giorno?

Collaboro ogni giorno con le colleghe dell’area Ente Promotore a Milano. Ci confrontiamo costantemente dandoci supporto reciproco per essere sempre in linea riguardo le comunicazioni da dare ai clienti e le interpretazioni delle normative vigenti in materia di tirocini extracurriculari.

Inoltre lavoro a stretto contatto con i colleghi di Roma, che come me si occupano in generale delle attivazioni in Lazio e delle politiche attive su scala regionale.

Una delle tue grandi passioni è il teatro. Cosa rappresenta per te la recitazione? Credi che il teatro possa portare benefici anche nella vita quotidiana e nel lavoro?

La recitazione per me rappresenta un’opportunità di superamento dei limiti che molto spesso noi stessi ci poniamo. Significa anche entrare in relazione con la dinamicità e la varietà della sfera emotiva umana.

Consiglierei a tutti un percorso teatrale, ad esempio anche un corso amatoriale, in quanto insegna delle tecniche utili e spendibili a pieno nel mondo del lavoro e nella vita privata. Inoltre è un divertente ed ottimo passatempo per sciogliere i nodi della timidezza e combattere l’ansia del Public Speaking.

Hai da poco deciso di riprendere gli studi. Non è semplice riuscire a coniugare studio e lavoro, come mai hai deciso di intraprendere questa scelta?

Sono una persona curiosa, ho sentito il bisogno di dare all’operatività del mio lavoro una spinta in più e ho pensato che lo studio mi potesse aiutare. Nello specifico la facoltà che ho scelto, Sociologia, ha molta attinenza con il lavoro che svolgo e sicuramente mi può dare un’ulteriore possibilità di crescita.

Non è affatto semplice coniugare studio e lavoro, ma prima di iniziare a lavorare non avrei saputo di sicuro che facoltà scegliere. Inoltre odio i rimpianti, quello di non aver mai studiato all’Università era uno di questi, quindi ho deciso di intraprendere questa scelta.

Quali consigli daresti a chi sceglie di coniugare studio e lavoro?

Consiglierei di considerare che occorre fare qualche sacrificio, organizzarsi più di prima e ridimensionare le proprie priorità. Almeno per un po’.

Consiglio anche di avere sempre un atteggiamento positivo, perché accresce le conoscenze e ripaga a tempo debito, oltre ad essere un investimento utile anche per la propria crescita personale.

Un consiglio tecnico potrebbe essere sicuramente scegliere la formula part-time degli studi, che permette di scaglionare i crediti annui (CFU) a seconda della propria disponibilità di tempo ed è adatto proprio a chi intraprende il percorso universitario in parallelo a quello lavorativo.

Come gestisci il tuo Work Life Balance, tra studio, lavoro e vita privata?

Ho imparato che ogni elemento deve avere il suo spazio e impattare sugli altri il minimo possibile.

Credo infatti, per esperienza personale, che il work life balance venga meno quando permettiamo a un singolo elemento di influenzare negativamente anche tutto il resto. Ogni elemento ha il proprio spazio vitale, che può essere ampliato nel rispetto degli altri elementi e soprattutto di noi stessi.

Personalmente, nello specifico, durante la settimana mi concentro su: lavoro, studio e attività fisica, che mi permette di liberare la mente dal lavoro e ricaricarla per affrontare lo studio. Nel weekend, invece, mi piace essere sempre in movimento e scoprire posti nuovi, fare trekking, sport più o meno estremi o semplicemente a volte dedicarmi alle pulizie di casa e concedermi un po’ di relax sul divano.

Il work life balance per me può essere tradotto in: rimanere in equilibrio.

Qual è il tuo sogno nel cassetto professionale?

Il mio sogno nel cassetto professionale è essere soddisfatta di ciò che sono diventata e mettermi sempre in gioco per indovinare ciò che sarò.


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