Una, nessuna, centomila: come valorizzare la carriera non lineare nel cv
La carriera non lineare è un modello di crescita professionale sempre più diffuso e, negli ultimi anni, anche i recruiter hanno imparato ad apprezzarlo.
Vediamo come puoi valorizzare il tuo percorso variegato nel cv, mettendo in evidenza il fil rouge delle tue esperienze formative e professionali.
La carriera non lineare
Cominciamo dal capire se la tua è davvero una carriera non lineare e quali sono le caratteristiche principali di questo modello.
Si definisce “carriera non lineare” un percorso caratterizzato da diverse esperienze professionali e formative, all’interno del quale è difficile individuare un’identità lavorativa unica.
La carriera non lineare è spesso caratterizzata da esperienze lavorative piuttosto brevi, in contesti variabili per settore, ruolo professionale o realtà geografica.
Se in passato questo tipo di carriera tendeva a penalizzare il candidato o la candidata agli occhi dei recruiter, oggi si tratta invece di una tipologia di percorso apprezzata e in linea col mondo del lavoro attuale.
Il valore della flessibilità
Negli ultimi anni, la carriera non lineare ha acquisito dignità e valore soprattutto a causa di un mondo del lavoro in continuo mutamento, che richiede flessibilità.
Quello che un tempo veniva visto dai recruiter come un segno di scarsa fedeltà aziendale, oggi è apprezzato perché esprime la capacità di adattarsi a contesti e ruoli differenti.
Flessibilità e apertura mentale, due caratteristiche che generalmente appartengono a chi ha una carriera non lineare, sono oggi molto richieste dalle aziende.
La persona che presenta un curriculum non lineare, infatti, non si fossilizza in un unico ruolo professionale, preferendo invece ampliare continuamente le proprie competenze e sviluppare le proprie soft skills.
Le soft skills sono sicuramente uno dei punti che dovrai valorizzare nel tuo cv “non lineare”: nel prossimo paragrafo vedremo gli altri.
Ovviamente, se il tuo ruolo professionale necessita di competenze tecniche (ad esempio, l’informatica), le soft skills non sono sufficienti: sarà necessario formarti anche a livello di hard skills, per esempio frequentando dei corsi di aggiornamento in modo da colmare il tuo gap di competenze.
In questo caso, le cosiddette “competenze dolci” (soft skills) costituiranno la base su cui costruire la tua formazione tecnica, in modo da rendere possibile la svolta di carriera.
Valorizzare la carriera non lineare nel cv
La carriera non lineare, se valorizzata nel modo giusto, può costituire un elemento molto attrattivo per le aziende alla ricerca di nuovi candidati.
Se il tuo percorso lavorativo ha avuto quindi diverse “svolte”, segui i nostri consigli per evidenziare nel curriculum le competenze che hai acquisito grazie ai cambiamenti:
Evidenzia il fil rouge
Spesso i recruiter si trovano a dover esaminare numerosi cv, e dedicano quindi pochi minuti alla lettura di ciascuno.
Se hai avuto una carriera non lineare, è quindi importante “riassumere” il tuo percorso in una sezione del tuo cv (di solito la presentazione personale), in modo da aiutare chi legge ad individuare un filo conduttore.
Un esempio potrebbe essere questo: “Negli anni ho maturato diverse esperienze lavorative, principalmente nei settori delle vendite e dei servizi alla persona, fino a scoprire la mia passione per le risorse umane, ambito che ho deciso di sperimentare recentemente. Tutte le esperienze lavorative che ho maturato hanno in comune il contatto col pubblico, che mi appassiona da sempre e che mi ha permesso di sviluppare flessibilità, pazienza e problem solving.”
Punta sulle soft skills
In una carriera non lineare avrai sicuramente sviluppato diverse competenze tecniche, ma quelle davvero comuni a tutte le tue esperienze lavorative sono le soft skills.
Come nell’esempio del punto precedente, cerca di valorizzare le competenze trasversali che hai maturato cambiando diversi lavori e formandoti in vari ambiti. Questo darà al tuo curriculum continuità, nonostante i cambiamenti di ruolo, settore e contesto.
Dal punto di vista dei recruiter, inoltre, sono proprio le soft skills le competenze preziose che potrai portare all’azienda, indipendentemente dal ruolo che ricoprirai (e che può anche cambiare nel tempo).
Trasmetti affidabilità
Talvolta una carriera non lineare, anche se ritenuta interessante, può spaventare le aziende, perché suscita il timore che tu rimanga per poco tempo nella nuova realtà.
Oggi molte aziende investono nella formazione interna dei dipendenti e nel team building, quindi cercano persone che rimangano a lungo in azienda (la cosiddetta employee retention, di cui abbiamo parlato in passato).
Se vuoi tranquillizzare i recruiter e convincerli a puntare su di te, cerca quindi di mostrarti rassicurante su questo punto sia nel cv che in sede di colloquio.
Come farlo? La strategia migliore è comunicare che, nonostante il tuo percorso lavorativo sia stato vario e “movimentato”, adesso cerchi una realtà in cui stabilizzarti e crescere professionalmente.
In sede di colloquio, cerca di far emergere la tua motivazione nei confronti di quella specifica posizione lavorativa, spiegandone il senso e trasmettendo all’azienda un senso di affidabilità.
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