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Stage in azienda: la guida completa per attivare tirocini

In questo articolo abbiamo raccolto tutte le informazioni utili sullo stage in azienda e sull’attivazione di tirocini.

Indice:

Stage in azienda: che cos’è?

Lo stage in azienda, anche detto tirocinio, è un periodo di formazione professionale, utile al tirocinante per maturare esperienza in ambito lavorativo e all’azienda per formare da zero nuove risorse.

Grazie al tirocinio, lo stagista può acquisire professionalità, affrontando una formazione pratica che i percorsi di studio, normalmente incentrati sulle nozioni teoriche, non offrono.

Inoltre, lo stage offre ai tirocinanti l’opportunità di verificare sul campo le proprie competenze e definire se sia l’ambito di lavoro adatto alle proprie esigenze.

Quali sono le tipologie di stage in azienda?

Innanzitutto un tirocinio in azienda può essere svolto durante un percorso di studi, per ottenere crediti formativi funzionali al raggiungimento del titolo di studi (curriculare), oppure a completamento dell’iter formativo, dopo il diploma o la laurea (extra-curriculare).

Ecco nel dettaglio come si distinguono le due tipologie:

      • Stage curriculare:

periodo di formazione in azienda che si rivolge agli studenti iscritti regolarmente a un corso di studi (presso una scuola secondaria di secondo grado o un ateneo universitario).

La retribuzione non è in questo caso obbligatoria, ma prevede l’ottenimento di crediti formativi e deve essere svolto obbligatoriamente dallo studente per portare a termine il percorso didattico. L’obiettivo dello stage curriculare è un approfondimento del processo di formazione, attraverso l’alternanza scuola-lavoro.

      • Stage extracurriculare:

periodo di formazione pratica in azienda, che si colloca generalmente nella fase di transizione tra studio e lavoro, o in ogni caso esterno a un percorso di studi. Prevede una retribuzione minima obbligatoria, stabilita in base alla normativa regionale di riferimento.

Quali requisiti deve avere uno stagista?

Per gli stage extracurriculari, esistono alcuni requisiti da rispettare, relativi a età, condizione ed esperienze precedenti del tirocinante:

  • Età

L’età minima in genere varia da 16 a 17 anni, in base alla normativa applicata.

Non esiste, invece, un limite di età massima entro cui un candidato possa svolgere uno stage in azienda.

  • Condizione

Il tirocinante deve fornire una documentazione ufficiale per attestare la sua condizione occupazionale.

Il più delle volte, si tratta di soggetti disoccupati, che devono esibire una DID online o richiedere un’attestazione di disoccupazione presso il Centro per l’Impiego.

  • Esperienze precedenti

Lo stagista non deve aver avuto precedenti esperienze presso il soggetto ospitante (né contratti di lavoro, né tirocini extracurriculari).

Differenze stagista, praticante, apprendista

Spesso la figura dello stagista si confonde con quelle dell’apprendista e del praticante. Facciamo un po’ di chiarezza.

  • Stagista

È il soggetto che riceve la formazione in azienda durante un percorso di stage o tirocinio.

Non instaura un vero e proprio rapporto di lavoro e non gode degli stessi diritti riservati al lavoratore (contributi, permessi, ferie…), ma gli spettano comunque un’indennità forfettaria mensile e una maggior flessibilità nella gestione della collaborazione.

  • Apprendista

Ha un contratto di lavoro subordinato, che viene appunto definito “di apprendistato”. Percepisce uno stipendio e gode di tutti i diritti dei lavoratori dipendenti.

Dopo il periodo iniziale di formazione, il rapporto di lavoro prosegue come contratto a tempo indeterminato, salvo recesso di una delle parti.

  • Praticante

Svolge un percorso formativo professionale finalizzato all’ottenimento di un’abilitazione per svolgere una professione che richiede l’iscrizione a un Ordine o a un Albo.

Generalmente il praticantato non è retribuito, anche se in alcuni casi viene riconosciuto al praticante un rimborso spese.

Per approfondire l’argomento, leggi l’articolo dedicato alle differenze tra stagisti, praticanti e apprendisti.

Cos’è un ente promotore?

L’ente promotore è una figura essenziale nell’attivazione di tirocini. Ha la responsabilità di sottoscrivere il contratto di stage, che altrimenti, senza la sua firma, non avrebbe valore.

Secondo la normativa, infatti, gli stage in azienda devono essere promossi da un soggetto terzo, per l’appunto l’ente promotore, che costituisce un punto di riferimento sia per l’azienda che per lo stagista, svolgendo inoltre un’attività di monitoraggio sulla conformità del processo.

Per poter operare nell’attivazione di tirocini, l’ente promotore deve essere accreditato presso il Ministero del Lavoro, e/o avere un accreditamento regionale o un’autorizzazione ad attivare stage nella regione di riferimento dell’azienda.

Per quanto riguarda gli stage extracurriculari, l’ente promotore può essere un’Agenzia per il Lavoro accreditata dal Ministero del Lavoro, che operi a livello regionale o nazionale.

Per gli stage curriculari, invece, l’ente promotore è solitamente un’istituzione scolastica, un’università o un ente di formazione accreditato dalla Regione di riferimento.

Ecco i compiti specifici dell’ente promotore:

  • Stipulare una convenzione con l’azienda, controllando che al suo interno siano contenuti i dati legali di azienda ed ente promotore, nonché gli aspetti normativi che regolano il contratto.
  • Redigere un progetto formativo che riporti obiettivi e modalità di svolgimento dello stage, oltre ai dati anagrafici dello stagista e alle informazioni sul suo percorso.
  • Verificare che l’azienda nomini un tutor con valenza formativa, che affianchi lo stagista passo per passo nel suo percorso di stage.
  • Nominare un tutor con responsabilità di supervisione, che possa offrire assistenza a stagista e azienda per tutto il periodo di durata dello stage.
  • Assicurare il tirocinante per la responsabilità civile (e, qualora previsto dagli accordi con l’azienda, anche contro gli infortuni sul lavoro).

 Come si attiva uno stage in azienda?

Per poter attivare un tirocinio in azienda è indispensabile l’interazione fra 3 soggetti:

      1. lo stagista, o tirocinante
      2. il soggetto ospitante, vale a dire l’azienda
      3. l’ente promotore (terza parte che ha il compito di supervisionare il processo e garantirne il buon funzionamento; si occupa anche della gestione burocratica e amministrativa dell’attivazione)

L’azienda e l’ente promotore sono tenuti entrambi a nominare un tutor. Il tutor indicato dall’ente promotore supervisiona il corretto svolgimento dello stage in azienda, mentre il tutor aziendale ricopre una vera e propria funzione formativa, affiancando lo stagista nel suo percorso di apprendimento.

Lo stage in azienda è disciplinato da un contratto di stage sottoscritto da tutte le tre parti e formulato in accordo con le specificità normative regionali. Una volta che il contratto è stato redatto e firmato, l’azienda ospitante deve comunicare alla Regione l’attivazione del tirocinio mediante una comunicazione obbligatoria telematica sui portali regionali.

Se ti interessa approfondire l’argomento, abbiamo raccolto in un articolo tutte le domande più frequenti sull’inserimento di stagisti in azienda.

Stage in Azienda: la guida completa

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 Com’è formulato il contratto di stage?

Lo stage in azienda non costituisce un vero e proprio rapporto di lavoro, ma un percorso formativo con cui l’azienda ospitante offre a uno stagista l’opportunità di conoscere attivamente una professione e inserirsi nel mondo del lavoro.

Il contratto di stage è un documento formulato in due parti:

  • convenzione: stipulata dall’azienda ospitante con un ente promotore, contiene i dati legali relativi ai due soggetti e gli aspetti normativi che regolano il contratto di stage.
  • progetto formativo individuale: contiene i dettagli relativi al percorso formativo dello stagista, ovvero i nominativi dei tre soggetti coinvolti (tirocinante, azienda, ente promotore), i nominativi dei tutor designati, data di inizio, durata, rimborso previsto, attività, sede e orari di svolgimento, obiettivi, eccetera.

Occorre ricordare che i contratti di stage in azienda sono regolamentati da specifiche normative regionali, elaborate sulla base di alcune linee guida comuni a livello nazionale.

Altri documenti dello stage in azienda

Alcuni documenti, come il progetto formativo e la convenzione, devono essere redatti prima dell’avvio del precorso di formazione. Altri, invece, sono necessari per documentare le variazioni al percorso, attestarne lo svolgimento o i risultati.

La normativa di stage impone l’obbligo per l’azienda ospitante di restituire tutta la documentazione all’ente promotore, che a sua volta ha l’obbligo di conservarli.

Ecco i documenti più importanti, oltre a quelli già citati che costituiscono il contratto di stage:

  • Proroga

Il documento di proroga deve essere redatto solo nel caso in cui il tirocinio venga prorogato, prolungandone la durata. Si tratta quindi di un documento opzionale, che al suo interno contiene i dettagli riguardanti l’estensione del percorso: nuova data di termine, motivazioni ed eventuali variazioni.

Come il progetto formativo, la proroga deve riportare la firma di azienda, tirocinante ed ente promotore.

  • Registro presenze

Il registro presenze si utilizza per monitorare e annotare le attività del tirocinante e lo svolgimento dello stage. In seguito alla pubblicazione delle ultime linee guida nazionali, è stato reso obbligatorio in quasi tutte le regioni italiane.

Il registro presenze deve essere compilato quotidianamente, riportando al suo interno date, orari, attività e le firme del tirocinante e del tutor. Attestando il regolare svolgimento dello stage, si rivela uno strumento tutelante sia per l’azienda che per il tirocinante, in quanto può essere d’aiuto a entrambi per questioni assicurative o legali.

  • Attestato di competenze

È l’unico documento che deve essere compilato al termine dello stage, poiché attesta i risultati raggiunti dal tirocinante durante il percorso di formazione in azienda.

Deve riportare le firme dell’ente promotore e dell’azienda e normalmente viene compilato dal tutor aziendale, che riporta al suo interno i dati del tirocinante, gli obiettivi, le attività, le competenze e i risultati raggiunti, un giudizio complessivo e un accenno all’eventuale assunzione del tirocinante dopo lo stage.

Leggi l’articolo sui documenti del tirocinio.

Quanti stagisti può ospitare un’azienda?

Considerato che lo stage in azienda deve essere inteso come strumento di formazione, non di sostituzione dei dipendenti, esistono alcune limitazioni al numero di stagisti per azienda.

Nello specifico, il numero di tirocinanti che un’azienda può ospitare è direttamente proporzionale al numero dei suoi dipendenti:

  • aziende con un numero di dipendenti da 1 a 5: solo 1 stagista
  • aziende con dipendenti tra 6 e 19: fino a 2 stagisti
  • aziende con più di 20 dipendenti: fino a un numero di stagisti non superiore al 10% dei dipendenti stessi

È importantissimo ricordare che, in virtù dell’obiettivo formativo dello stage, l’azienda deve nominare un tutor che assuma un ruolo di vero e proprio educatore e accompagni lo stagista nel suo percorso di apprendimento.

Bisogna sempre considerare che, anche in questo caso, esistono alcune variabili regionali da tenere in considerazione.

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Quali sono i diritti di uno stagista?

Come abbiamo già visto, lo stage non rientra contrattualmente tra i rapporti di lavoro e costituisce invece un percorso formativo.

Il contratto di stage in azienda non prevede il versamento di contributi per la pensione, né la maturazione di permessi e ferie (tuttavia, il più delle volte, l’azienda riconosce al tirocinante la possibilità di assentarsi uno o più giorni).

Esiste, invece, la possibilità di sospendere lo stage, in caso di grave malattia, infortunio, maternità o chiusura aziendale che impedisca lo svolgimento delle attività.

Il contratto di stage prevede, inoltre, che il tirocinante sia coperto da un’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e per la responsabilità civile verso terzi (presso una compagnia assicuratrice). Le pratiche assicurative sono di competenza dell’ente promotore.

Qual è il compenso minimo per uno stagista?

Per i tirocini curriculari, non è previsto un rimborso spese obbligatorio.

Nel caso dei tirocini extracurriculari, invece, al tirocinante deve essere necessariamente riconosciuta un’indennità di partecipazione. Generalmente, tale compenso varia da 300 a 800 euro, ma il limite minimo è comunque stabilito dalle singole normative regionali.

Quale è la durata di uno stage in azienda?

Il limite di durata minima dello stage in azienda è pari, per quasi tutte le normative regionali, a 2 mesi.

Per la durata massima dello stage in azienda le limitazioni variano da 6 a 12 mesi, a seconda della normativa applicata e della condizione del tirocinante (fino a 24 mesi per i diversamente abili).

Si può prorogare uno stage in azienda?

Uno stage in azienda si può prorogare, in base ad alcune condizioni.

Generalmente, il numero massimo di proroghe entro il quale il lo stage in azienda si può rinnovare è definito principalmente dai termini di durata massima dello stage.

Tuttavia, alcune normative regionali prevedono un limite al numero massimo di proroghe applicabili a uno stesso stage.

Si può interrompere uno stage in azienda?

Uno stage in azienda si può sospendere o interrompere, a seconda delle casistiche:

  • Sospensione: avviene in concomitanza con ragioni legate all’organizzazione aziendale (ad esempio la chiusura per ferie), in caso di malattie gravi, maternità o infortunio.

È prevista la possibilità di recuperare il periodo di sospensione, per completare la durata complessiva dello stage in azienda.

  • Interruzione: determina la conclusione anticipata definitiva del tirocinio. Può essere richiesta da qualunque delle tre parti firmatarie della convenzione (soggetto ospitante, stagista, ente promotore).

Qualora la decisione di recedere dal contratto di stage sia dell’azienda o dell’ente promotore, l’interruzione deve essere giustificata da motivi importanti e oggettivi.

Una libertà maggiore è riconosciuta in questo caso allo stagista, che può interrompere il tirocinio in qualunque momento e per qualsiasi motivo.

Quali sono le complessità normative per l’attivazione di stage in azienda?

Ogni regione possiede norme specifiche che stabiliscono le linee guida di svolgimento dello stage in azienda, nonché specifici moduli di compilazione dei Progetti Formativi.

Le aziende multilocalizzate (con più sedi in diverse regioni), possono, in alcuni casi specifici, fare riferimento alla normativa della Regione in cui è situata la sede legale.

La specificità delle casistiche regionali costituisce una difficoltà notevole per le aziende, che potrebbero compiere inavvertitamente gravi errori e quindi incorrere in sanzioni, nel caso in cui eventuali ispezioni rilevassero incongruenze con la normativa di riferimento.

Le sanzioni, di tipo amministrativo, possono rappresentare una grossa penalità per l’azienda, dal divieto di ospitare tirocinanti per 12-24 mesi, ad ammende fino a 6.000 euro.

Quando non si può attivare uno stage in azienda?

Uno stage non può essere attivato se vengono meno alcune condizioni.

Andiamo per punti:

  1. L’Ente promotore è indispensabile, non si può attivare un tirocinio senza un ente promotore accreditato.
  2. Non tutti i candidati possono accedere a uno stage in azienda. Non si può, ad esempio, attivare uno stage extracurriculare per un candidato che non possieda i requisiti di cui abbiamo parlato in uno dei precedenti paragrafi.
  3. L’azienda deve rispettare alcuni requisiti numerici. Ad esempio, non si può procedere con una nuova attivazione se il soggetto ospitante ha già raggiunto il limite previsto dalla normativa relativamente al rapporto dipendenti/tirocinanti.
  1. Non è possibile attivare un tirocinio se non si rispetta la corresponsione di un’indennità minima al tirocinante, come previsto dalle normative regionali.
  2. Non si può attivare uno stage extracurriculare se non si rispettano i limiti di durata minima e massima.
  3. Non è possibile attivare un tirocinio extracurriculare in azienda se manca la documentazione richiesta dalla normativa.

Vai all’articolo completo sulle condizioni che impediscono di attivare uno stage.

Errori da non fare quando si attiva uno stage in azienda

Oltre a non affidarsi a un Ente Promotore competente e a trascurare i requisiti di stagista e azienda ospitante, si possono fare molti errori nell’attivazione di uno stage.

Eccone alcuni da evitare assolutamente:

  • Non rispettare la Normativa

Questa inadempienza può portare a conseguenze gravissime, dalle sanzioni pecuniarie, alla riqualificazione del tirocinio in rapporto di lavoro, fino al divieto di ospitare stagisti.

  • Non fare formazione e affiancamento

La mancanza di un tutoraggio adeguato è un errore gravissimo.

Lo stagista deve sempre essere affiancato e la formazione deve essere solta quotidianamente, con momenti di verifica periodici dei risultati raggiunti.

  • Confondere il tirocinio curriculare con quello extracurriculare

Abbiamo già spiegato la differenza, non si tratta della stessa cosa, quindi bisogna prima definire la tipologia, poi individuare l’ente promotore giusto e quindi procedere con l’attivazione.

  • Non valutare se lo stagista può svolgere alcune mansioni

Non tutte le mansioni possono essere svolte in stage! Ad esempio, candidati iscritti a un albo o a un ordine, nell’ambito delle professioni ordinistiche, non possono svolgere uno stage in quanto di fatto sono già professionisti (il tirocinio, in questo caso, sarebbe utilizzato in modo improprio per sostituire un contratto di lavoro).

  • Trattare lo stagista come un lavoratore

Il tirocinio non è un rapporto di lavoro, quindi gli stagisti non vanno trattati come i dipendenti, in quanto non hanno gli stessi doveri (né gli stessi diritti) di un lavoratore.

  • Non compilare il registro presenze

Il registro delle presenze è un documento fondamentale, che certifica il regolare svolgimento e la coerenza del percorso con il progetto formativo.

Scopri gli altri errori da non commettere attivando uno stage nell’articolo approfondito.


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11 commenti

  1. fabiano
    06/03/2023 at 23:04 — Rispondi

    Buongiorno,
    sto frequentando un percorso ifts di meccatronica
    lavoro gia’ per una ditta non del settore a breve dovrei cominciare
    uno stage in altra azienda del settore meccatronica, ho diritto a permessi per fare le ore di stage oppure cosa devo fare ?

    • 09/03/2023 at 17:13 — Rispondi

      Buongiorno Fabiano,
      la normativa di stage non prevede che i lavoratori abbiano diritto a permessi per presenziare alle ore di formazione, piuttosto sta a lei conciliare le due attività nel rispetto di quanto previsto dalla normativa regionale applicata e dal ccnl di riferimento.
      Per un’analisi più precisa, le consigliamo comunque di rivolgersi all’ente promotore che sta attivando il suo stage, che, avendo sotto mano tutta la documentazione che la riguarda e sapendo a quale normativa si farà riferimento per l’attivazione, sicuramente saprà darle indicazioni e consigli più puntuali.
      In bocca al lupo e a presto.
      ForStars

  2. Giada
    05/11/2021 at 09:31 — Rispondi

    Buon giorno, sto frequentando un corso di 240 di segretaria di studio medico. Avrei la possibilità di fare uno stage gratuito nello studio medico di mio zio. potrei fare uno stage? di che documenti avrei bisogno?

    • 24/11/2021 at 10:15 — Rispondi

      Buongiorno Giada,
      lo stage potrà essere gratuito solo se curriculare, ovvero incluso in un percorso formativo e attivato dalla scuola. Per gli stage extracurriculari è necessario che lo studio medico si rivolga a un ente promotore, come ad esempio FourStars, e le garantisca un’indennità mensile (il minimo obbligatorio varia a seconda della normativa regionale applicata).
      La documentazione che dovrà formire per attivare il tirocinio dipende dalla sua condizione, sarà l’ente promotore che procederà all’attivazione a fornirvi tutte le informazioni necessarie.
      A presto, FourStars

  3. Nadia de Carolis
    27/09/2021 at 17:41 — Rispondi

    Mio figlio frequenta ipsia come meccanico industriale,volevo sapere se la scuola che frequenta rilascia periodi di 1 mese per fare stage in fabbrica

    • 30/09/2021 at 10:01 — Rispondi

      Buongiorno Nadia, provi a verificare sul sito dell’Istututo scolastico. Ad ogni modo, segnaliamo che è possibile svolgere degli stage estivi che possono essere attivati dai Centri per l’Impiego.
      A presto, FourStars

  4. Anna Maria
    07/06/2021 at 16:21 — Rispondi

    Salve vorrei fare un contratto di stage ad un ragazzo che ha un permesso di studio… è possibile? Quante ore massimo può lavorare a settimana?
    Grazie

    • 17/06/2021 at 12:20 — Rispondi

      Buongiorno Anna Maria,
      il numero di ore è determinato dalla normativa con cui verrà attivato lo stage. In generale, non può superare le ore previste da CCNL applicabile.
      A presto, FourStars

  5. Marvin
    16/12/2020 at 16:55 — Rispondi

    Quante ore può fare massimo uno stagista?
    E se lavora senza che nessuno gli insegni qualcosa ma sa già fare tutto, deve essere riconosciuto o può anche lavorare gratis?

    • 07/01/2021 at 10:24 — Rispondi

      Buongiorno Marvin,
      il numero massimo di ore dipende dalla normativa applicata e dal CCNL di riferimento. In ogni caso, la specifica relativa agli orari dovrebbe essere riportata sul progetto formativo. Il tirocinio si configura come percorso di formazione, quindi dovrebbe prevedere l’acquisizione di competenze con l’affiancamento di un tutor esperto. Per quanto riguarda l’indennità di partecipazione, per gli stage extracurriculari è sempre obbligatoria e determinata dalla normativa di riferimento.
      A presto, FourStars

  6. luca
    22/01/2020 at 19:04 — Rispondi

    salve sto valutando di rilevare un centro esteticoe mi servirebbe una stagista da affiancare all estetista.mi sa dare indicazioni ?a noi servirebbe una stagista sempre tutto lanno in quanto dovra affiancare l estetista.grazie

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