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Stage in azienda: tutto quello che devi sapere per attivare un tirocinio

Indice:

Stage in azienda: che cos’è?

Lo stage in azienda, anche detto tirocinio, è un periodo di formazione professionale che fornisce al tirocinante l’opportunità di maturare esperienza in ambito lavorativo e aziendale.

Mediante il tirocinio in azienda, lo stagista acquisisce professionalità affrontando una formazione pratica che i percorsi di studio, normalmente incentrati sulle nozioni teoriche, non offrono. Inoltre, lo stage in azienda si rivela molto utile agli stagisti per verificare sul campo le proprie competenze e definire se sia l’ambito di lavoro adatto alle proprie esigenze.

Quali sono le tipologie di stage in azienda?

Innanzitutto un tirocinio in azienda può essere svolto durante un percorso di studi, per ottenere crediti formativi funzionali al raggiungimento del titolo di studi (curriculare), oppure a completamento dell’iter formativo, dopo il diploma o la laurea (extra-curriculare).

      • Stage curriculare:

periodo di formazione in azienda che si rivolge agli studenti iscritti regolarmente a un corso di studi (presso una scuola secondaria di secondo grado o un ateneo universitario).

La retribuzione non è in questo caso obbligatoria, ma prevede l’ottenimento di crediti formativi e deve essere svolto obbligatoriamente dallo studente per portare a termine il percorso didattico. L’obiettivo dello stage curriculare è un approfondimento del processo di formazione, attraverso l’alternanza scuola-lavoro.

      • Stage extracurriculare:

periodo di formazione pratica in azienda, che si colloca generalmente nella fase di transizione tra studio e lavoro, o in ogni caso esterno a un percorso di studi. Prevede una retribuzione minima obbligatoria, stabilita in base alla normativa regionale di riferimento.

Quali requisiti deve avere uno stagista?

Non esiste, secondo la normativa vigente, un limite di età entro cui un candidato possa svolgere uno stage in azienda. Tuttavia, fanno testo i termini di decorrenza del percorso di studi del tirocinante:

      1. Nel caso in cui si tratti di un tirocinio formativo curriculare, lo stagista deve essere regolarmente iscritto a un percorso di studi.
      2. Se si tratta di un tirocinio extracurriculare, in linea generale e salvo casi specifici, sarà necessaria una DID convalidata o un documento valido rilasciato dal Centro per l’Impiego che attesti la disoccupazione del tirocinante.

Cos’è un ente promotore?

L’ente promotore è una figura essenziale nell’attivazione di tirocini. Ha la responsabilità di sottoscrivere il contratto di stage, che altrimenti, senza la sua firma, non avrebbe valore.

Secondo la normativa, infatti, gli stage in azienda devono essere promossi da un soggetto terzo, per l’appunto l’ente promotore, che costituisce un punto di riferimento sia per l’azienda che per lo stagista, svolgendo inoltre un’attività di monitoraggio sulla conformità del processo.

Per poter operare nell’attivazione di tirocini, l’ente promotore deve essere accreditato presso il Ministero del Lavoro, e/o avere un accreditamento regionale o un’autorizzazione ad attivare stage nella regione di riferimento dell’azienda.

Per quanto riguarda gli stage extracurriculari, l’ente promotore può essere un’Agenzia per il Lavoro accreditata dal Ministero del Lavoro, che operi a livello regionale o nazionale.

Per gli stage curriculari, invece, l’ente promotore è solitamente un’istituzione scolastica, un’università o un ente di formazione accreditato dalla Regione di riferimento.

Ecco i compiti specifici dell’ente promotore:

      • Stipula una convenzione con l’azienda, controllando che al suo interno siano contenuti i dati legali di azienda ed ente promotore, nonché gli aspetti normativi che regolano il contratto.
      • Redige un progetto formativo che riporta obiettivi e modalità di svolgimento dello stage, oltre ai dati anagrafici dello stagista e alle informazioni sul suo percorso.
      • Verifica che l’azienda nomini un tutor con valenza formativa, che affianchi lo stagista passo per passo nel suo percorso di stage.
      • Nomina un tutor con responsabilità di supervisione, che offra assistenza a stagista e azienda per tutto il periodo di durata dello stage.
      • Assicura il tirocinante contro infortuni e responsabilità civile.

 Come si attiva uno stage in azienda?

Per poter attivare un tirocinio in azienda è indispensabile l’interazione fra 3 soggetti:

      1. lo stagista, o tirocinante
      2. il soggetto ospitante, vale a dire l’azienda
      3. l’ente promotore (terza parte che ha il compito di supervisionare il processo e garantirne il buon funzionamento; si occupa anche della gestione burocratica e amministrativa dell’attivazione)

L’azienda e l’ente promotore sono tenuti entrambi a nominare un tutor. Il tutor indicato dall’ente promotore supervisiona il corretto svolgimento dello stage in azienda, mentre il tutor aziendale ricopre una vera e propria funzione formativa, affiancando lo stagista nel suo percorso di apprendimento.

Lo stage in azienda è disciplinato da un contratto di stage sottoscritto da tutte le tre parti e formulato in accordo con le specificità normative regionali. Una volta che il contratto è stato redatto e firmato, l’azienda ospitante deve comunicare alla Regione l’attivazione del tirocinio mediante una comunicazione obbligatoria telematica sui portali regionali.

 Com’è formulato il contratto di stage?

Lo stage in azienda non costituisce un vero e proprio rapporto di lavoro, ma un percorso formativo con cui l’azienda ospitante offre a uno stagista l’opportunità di conoscere attivamente una professione e inserirsi nel mondo del lavoro.

Il contratto di stage è un documento formulato in due parti:

      • convenzione: stipulata dall’azienda ospitante con un ente promotore, contiene i dati legali relativi ai due soggetti e gli aspetti normativi che regolano il contratto di stage.
      • progetto formativo individuale: contiene i dettagli relativi al percorso formativo dello stagista, ovvero i nominativi dei tre soggetti coinvolti (tirocinante, azienda, ente promotore), i nominativi dei tutor designati, data di inizio, durata, rimborso previsto, attività, sede e orari di svolgimento, obiettivi, ecc.).

Occorre ricordare che i contratti di stage in azienda sono regolamentati da specifiche normative regionali, elaborate sulla base di alcune linee guida comuni a livello nazionale.

Quanti stagisti può ospitare un’azienda?

Considerato che lo stage in azienda deve essere inteso come strumento di formazione, non di sostituzione dei dipendenti, esistono alcune limitazioni al numero di stagisti per azienda.

Nello specifico, il numero di tirocinanti che un’azienda può ospitare è direttamente proporzionale al numero dei suoi dipendenti:

      • aziende con un numero di dipendenti da 1 a 5: solo 1 stagista
      • aziende con dipendenti tra 6 e 19: fino a 2 stagisti
      • aziende con più di 20 dipendenti: fino a un numero di stagisti non superiore al 10% dei dipendenti stessi.

È importantissimo ricordare che, in virtù dell’obiettivo formativo dello stage, l’azienda deve nominare un tutor che assuma un ruolo di vero e proprio educatore e accompagni lo stagista nel suo percorso di apprendimento.

Inoltre, bisogna considerare che, anche in questo caso, esistono alcune variabili  regionali.

Quali sono i diritti di uno stagista?

Come abbiamo già visto, lo stage non rientra contrattualmente tra i rapporti di lavoro e costituisce piuttosto un percorso formativo.

Il contratto di stage in azienda non prevede il versamento di contributi per la pensione, né la maturazione di permessi e ferie (che tuttavia, il più delle volte, vengono comunque riconosciuti al tirocinante dall’azienda). Esiste, invece, la possibilità di sospendere lo stage, in caso di grave malattia o maternità.

Il contratto di stage prevede, inoltre, che il tirocinante sia coperto da un’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e per la responsabilità civile verso terzi (presso una compagnia assicuratrice). Le pratiche assicurative sono di competenza dell’ente promotore.

Qual è il compenso minimo per uno stagista?

Per i tirocini curriculari, non è previsto un rimborso spese obbligatorio.

Nel caso dei tirocini extracurriculari, invece, al tirocinante deve essere necessariamente riconosciuta un’indennità di partecipazione. Generalmente, tale compenso varia da 300 a 800 euro, ma il limite minimo è comunque stabilito dalle singole normative regionali.

Quale deve essere la durata di uno stage in azienda?

Per quanto riguarda la durata minima dello stage in azienda, è prevista in quasi tutte le Regioni ed è pari a 2 mesi.

Per la durata massima dello stage in azienda le limitazioni variano da 6 a 12 mesi, a seconda delle normative regionali e della condizione del tirocinante (fino a 24 mesi per i diversamente abili).

Si può prorogare uno stage in azienda?

Uno stage in azienda si può prorogare.

Generalmente, il numero massimo di proroghe entro il quale il lo stage in azienda si può rinnovare è definito dai termini di durata massima dello stage. Tuttavia, il limite dipende, ancora una volta, dalle normative regionali.

Si può interrompere uno stage in azienda?

Uno stage in azienda si può sospendere o interrompere, a seconda delle casistiche:

      • Sospensione: avviene in concomitanza con ragioni legate all’organizzazione aziendale (ad esempio la chiusura per ferie), in caso di malattie gravi o maternità.

In questo caso, è prevista la possibilità di recuperare il periodo di sospensione, per completare la durata complessiva dello stage in azienda.

      • Interruzione: determina la conclusione anticipata definitiva del tirocinio. Può essere richiesta da qualunque delle tre parti firmatarie della convenzione (soggetto ospitante, stagista, ente promotore).

Qualora la decisione di recedere dal contratto di stage sia dell’azienda o dell’ente promotore, l’interruzione deve essere giustificata da motivi importanti e oggettivi. Una libertà maggiore è riconosciuta in questo caso allo stagista, che può interrompere il tirocinio in qualunque momento.

Quali sono le complessità normative per l’attivazione di stage in azienda?

Ogni regione possiede norme specifiche che stabiliscono le linee guida di svolgimento dello stage in azienda, nonché specifici moduli di compilazione dei Progetti Formativi. Le aziende multilocalizzate (con più sedi in diverse regioni), possono fare riferimento alla normativa della Regione in cui è situata la sede legale.

La specificità delle casistiche regionali costituisce una difficoltà notevole per le aziende, che potrebbero compiere inavvertitamente gravi errori e quindi incorrere in sanzioni, nel caso in cui eventuali ispezioni rilevassero incongruenze con la normativa di riferimento.

Le sanzioni, di tipo amministrativo, possono rappresentare una grossa penalità per l’azienda, dal divieto di ospitare tirocinanti per 12-24 mesi, ad ammende fino a 6000 euro.

 


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