Dimmi come mai: le strategie per affrontare al meglio il colloquio motivazionale
Il colloquio di lavoro motivazionale è ormai una delle tipologie di colloquio di selezione più diffuse: capiamo di cosa si tratta e come affrontarlo in modo efficace, dando ai recruiter risposte sincere, che producano un’impressione positiva.
Cos’è il colloquio motivazionale
Capiamo innanzitutto cosa si intende con l’espressione colloquio di lavoro motivazionale.
Si tratta di una tipologia di colloquio di selezione volta a indagare le motivazioni profonde del/della candidato/a e l’allineamento con l’azienda. Il colloquio motivazionale si distingue da altri tipi di colloquio come quello tecnico, quello situazionale e quello comportamentale.
Nel corso del colloquio di lavoro motivazionale, ti verranno poste domande volte a valutare non tanto le tue competenze tecniche o le tue soft skills, ma piuttosto i valori che muovono le tue scelte, le motivazioni profonde che ti spingono a candidarti per quel lavoro, l’allineamento valoriale con l’azienda.
Insomma, il colloquio di lavoro motivazionale è volto ad approfondire più che le tue capacità, il perché delle tue scelte lavorative e la direzione in cui esse ti porteranno.
Un altro punto essenziale che i recruiter indagano con questo tipo di colloquio è la tua potenziale fedeltà aziendale: capire quanta motivazione ti spinge a desiderare di lavorare in quella specifica realtà permette all’azienda di fare una previsione di quanto rimarrai in quel ruolo e di quanto ti aprirai a prospettive di crescita future. Si tratta di un elemento ormai fondamentale per le aziende, perché permette di mantenere una buona employee retention nel tempo.
Perché può mettere in difficoltà
Il colloquio di lavoro motivazionale, nonostante sia ormai ampiamente diffuso, è uno dei tipi di colloquio più difficili da affrontare.
Vediamo quali sono le ragioni principali per cui potrebbe metterti in difficoltà:
- Rompe gli schemi
Il colloquio motivazionale punta ad ottenere risposte “vere” e quindi, per fare questo, tende ad evitare domande prevedibili, utilizzando invece quesiti che possono apparire spiazzanti.
Non spaventarti! L’obiettivo dei recruiter non è quello di farti andare in crisi, ma solo quello di conoscerti davvero, evitando risposte pre-confezionate.
- Indaga la sincerità
In certi momenti del colloquio potresti sentirti un po’ “sotto esame”: il colloquio di lavoro motivazionale mira infatti anche a capire l’allineamento tra i tuoi valori e motivazioni e il tuo percorso professionale.
I recruiter cercheranno quindi di verificare le corrispondenze e anche di comprendere se in passato hai fatto scelte lavorative consapevoli e coerenti.
- Valuta le reali motivazioni
Un altro obiettivo dei recruiter è capire le reali motivazioni sottese alle tue scelte lavorative: potrebbero dunque capitare domande un po’ scomode, ad esempio perché desideri cambiare lavoro.
Ricorda che l’obiettivo non è metterti in imbarazzo, ma capire se la tua scelta è ragionata e se hai la motivazione necessaria a rimanere in azienda nel tempo.
Consigli per affrontare al meglio il colloquio di lavoro motivazionale
Adesso che abbiamo elencato i possibili aspetti “scivolosi” del colloquio di lavoro motivazionale, vediamo quali sono le strategie per affrontarlo nel modo migliore:
- Non ti agitare!
Il primo fondamentale consiglio è di mantenere la calma: non sentirti “sotto attacco” e ricorda che i recruiter desiderano soltanto conoscerti a fondo e capire quanto è probabile che tu rimanga a lungo in quel ruolo.
Rispondi quindi alle domande serenamente, mantenendo la consapevolezza delle tue capacità e del valore che potresti portare all’azienda.
- Sincerità e spontaneità
Nel colloquio di lavoro motivazionale è molto importante evitare le risposte artefatte: va bene essere preparati, ma rimanendo sinceri e spontanei nelle risposte.
Per intenderci, va benissimo preparare prima degli esempi concreti di situazioni che mostrino la tua motivazione, purché facciano riferimento a situazioni realmente vissute.
E per le domande impreviste? Qui entra in gioco la spontaneità: prenditi un momento per riflettere e poi rispondi in modo genuino, se necessario spiegando le ragioni di quella scelta particolare.
Ricorda che una persona autentica ha più facilità nelle relazioni aziendali, e costituisce quindi un ottimo acquisto per un team di lavoro. I recruiter apprezzeranno questa qualità.
- Fai esempi concreti
Raccontare le motivazioni delle tue scelte va benissimo ma, se il racconto non è suffragato da esempi concreti, può apparire artificioso.
Non limitarti a frasi fatte come: “Amo lavorare a contatto con le persone”, ma motiva invece le tue risposte con esempi basati su esperienze reali. Per esempio: “Negli anni, lavorando a contatto con diversi tipi di persone, ho capito di avere una predisposizione per il lavoro col pubblico”.
E se sei alla prima esperienza di lavoro? Non preoccuparti: non è necessario fare riferimento a esperienze lavorative, puoi anche portare esempi di situazioni vissute durante gli studi o in esperienze di volontariato. Leggi qui anche il nostro articolo su come scrivere il primo cv senza esperienza!
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