aziendaLAVORO

Smart working: la nuova frontiera del lavoro agile

Cos’è lo smart working

Smart working: lavoro agile o, letteralmente, lavoro intelligente. Non si tratta di un’innovativa tipologia contrattuale, bensì di una nuova modalità di concepire il lavoro.

Lo smart working propone un nuovo modello di organizzazione del lavoro, fondato su alcuni concetti cardine: flessibilità, sia negli orari che nei luoghi di lavoro, ma soprattutto fiducia, che costituisce il pilastro fondamentale su cui poggia il rapporto tra datore di lavoro e dipendente.

L’idea alla base dello smart working è di concedere al lavoratore la possibilità di poter lavorare da casa per un minimo di 4 giorni al mese, utilizzando tutti gli strumenti di lavoro adeguati alle proprie esigenze (pc portatile, linea wi-fi, documenti condivisi, applicazioni per le riunioni come ad esempio Skype ).

Naturalmente, l’obiettivo di base è comune a quello del lavoratore che opera dalla propria postazione di lavoro in azienda, vale a dire il raggiungimento dei risultati stabiliti.

Non chiamatelo telelavoro

Spesso si fa un po’ di confusione, ma lo smart working non deve essere considerato un sinonimo di telelavoro.

Il telelavoro prevede che siano predisposte postazioni remote fisse, da cui il lavoratore è tenuto a svolgere il proprio lavoro telematicamente, in determinati orari di lavoro.

Lo smart working, invece, conserva il principio del lavoro telematico, con una flessibilità maggiore riguardo il luogo e gli orari di lavoro, che il lavoratore può organizzare come crede.
Non è del tutto esclusa, in questo caso, la presenza in azienda, che invece non è richiesta per il telelavoro.

Normativa

Da maggio 2017 esiste finalmente una normativa specifica che regola lo smart working.

La legge 2233B in materia di lavoro autonomo, definitivamente approvata dal Senato e, afferma che possono beneficiare del lavoro agile i lavoratori dipendenti, con contratto a tempo determinato o indeterminato.

Il trattamento economico e normativo riconosciuto allo smart worker non deve differire da quello applicato ai dipendenti tradizionali.

Quali sono i vantaggi

I vantaggi dello smart working per il lavoratore sembrano piuttosto scontati: più flessibilità per conciliare più facilmente i propri impegni personali con quelli lavorativi.

Bisogna considerare, però, che il lavoro agile è in grado di portare molti vantaggi anche alle aziende che lo adottano.

Cambiando il vecchio paradigma del lavoro, lo smart working non ruota solo intorno al concetto di flessibilità, ma anche a quello di produttività: il dipendente, sulla base della maggiore libertà concessagli, sarà più responsabile del proprio lavoro, nonché più autonomo nel raggiungimento degli obiettivi prestabiliti. Sempre considerando, ovviamente, il presupposto fondante di fiducia reciproca.

Esempi di aziende che hanno già scelto lo smart working

Sono molti gli esempi di aziende che hanno adottato lo smart working, in particolar modo colossi internazionali della tecnologia come Google, Apple, Dell, IBM, Philips, ma anche aziende operanti in altri settori, ad esempio Kelly Services, Humana, Deloitte e la nostrana Barilla.

Lo smart working ha fatto il suo ingresso anche nel settore pubblico, non solo oltreoceano (US Department of Agriculture) ma anche in Italia, è un caso esemplare il Comune di Torino.


CERCHI STAGISTI IN AMBITO COMUNICAZIONE?

Clicca qui per conoscere H4JOB, il Career Service di Scuola Holden,
che può fornirti profili selezionati di qualità nell’ambito della comunicazione.

PER SAPERNE DI PIÙ


Post precedente

Farmacista: un esperto del farmaco a 360°

Post successivo

Personal Branding: come usarlo per ottimizzare la Web Reputation

Ancora nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *