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Come ti vedi tra 10 anni? Le domande più frequenti in un colloquio di lavoro

Ogni colloquio di lavoro è un mondo a sé e sicuramente l’impostazione dell’intervista varia in base alla posizione per cui ci si candida. Esistono però alcune domande più frequenti in un colloquio di lavoro, vediamo insieme quali sono e come prepararci ad affrontarle.

“Parlaci di te”

Per molti l’interrogativo più ostico, in quanto si tratta di una domanda aperta, che lascia molto margine al candidato, un po’ come l’argomento a scelta in un esame. Tuttavia, si tratta di una domanda fondamentale, tanto da essere l’esordio di quasi tutti i colloqui di lavoro.

Quando un datore di lavoro ti rivolge questo interrogativo, la sua intenzione è quella di metterti a tuo agio e permetterti di “spaziare”, raccontando di te quello che ritieni più importante.

Attenzione però! Si tratta anche di un modo per valutare se sei capace di descriverti in poche parole, selezionando gli aspetti essenziali della tua personalità e del tuo background professionale.

Nel rispondere concentrati sui tuoi studi (se pertinenti) e sulla tua esperienza lavorativa, ma anche sulle tue passioni e sulle motivazioni che ti spingono verso questa posizione professionale.

Non dimenticare le tue competenze e caratteristiche più originali. Ad esempio la conoscenza di una lingua insolita, le soft skills, un’esperienza di lavoro all’estero.

In questo modo il datore di lavoro avrà modo di farsi subito un’idea della persona che sei e di cosa puoi offrire all’azienda. Insomma, se te la giochi bene questa domanda apparentemente insidiosa può risolverti metà del colloquio di lavoro.

“Come affronteresti questa situazione?”

Anche questa è una delle domande più frequenti in un colloquio di lavoro, ovviamente declinata nello specifico della posizione per cui ti stai candidando.

Il datore di lavoro ti prospetterà un possibile scenario lavorativo (un conflitto, una scadenza improvvisa, un imprevisto con il cliente) e ti chiederà di spiegare come lo gestiresti.

Si tratta di un quesito molto pratico, che ti permette di mostrare le tue competenze di problem solving, una delle soft skills più richieste nel mondo del lavoro.

Non temere di mostrarti creativo e di dare una risposta originale (purché sensata e coerente con la risoluzione del problema): vedrai che il datore di lavoro lo apprezzerà, e si convincerà di avere proprio bisogno di te.

“Perché dovremmo scegliere te?”

Ed eccoci alla domanda più diretta, molto comune.

Negli ultimi anni alcuni datori di lavoro hanno scelto di declinarla in modo meno competitivo (per esempio: “quali competenze puoi aggiungere al nostro team?”) ma la sostanza non cambia: è il momento in cui spiegare perché saresti il candidato ideale per quella posizione.

Il nostro consiglio, come per la prima domanda, è di giocare d’anticipo e preparare una risposta che rispecchi le tue caratteristiche migliori.

Pensa alla posizione per cui ti stai candidando, alla mission e ai valori aziendali, e chiediti in che modo potresti contribuire. Quali sono gli aspetti di te e della tua esperienza che arricchirebbero maggiormente l’azienda?

Studia bene questa risposta per far capire al datore di lavoro che sei il candidato che sta cercando!

“Come ti vedi tra 2, 5, 10 anni?”

Ed eccoci alla domanda del titolo, un evergreen nei colloqui di selezione, al punto da essere diventata quasi un cliché.

Non tutti i datori di lavoro rivolgono questo quesito, tuttavia rimane una delle domande più frequenti in un colloquio di lavoro, soprattutto nelle aziende con possibilità di carriera.

La risposta è molto soggettiva, ricorda però che al datore di lavoro interessa sapere in che modo puoi crescere in azienda (e far crescere l’azienda).

Concentrati quindi sugli aspetti lavorativi, pensando a quali competenze ti piacerebbe acquisire nel tempo e in che ruolo professionale ti immagini nel futuro.

“Un punto di forza e un punto debole”

Anche questa è una delle domande più frequenti in un colloquio di lavoro, si tratta quasi di un “quesito trabocchetto”.

Già la prima parte non è semplice, devi infatti riuscire a esporre un pregio della tua personalità senza peccare di presunzione: cerca di concentrarti sulle tue qualità reali, esponendole in modo semplice e non ostentando.

Basa inoltre le tue affermazioni su dati di realtà, portando ad esempio esperienze di vita e di lavoro che ti hanno permesso di sviluppare quella “skill” in particolare.

Veniamo poi alla seconda parte del quesito, quella che tende a preoccupare di più i candidati.

Il datore di lavoro si aspetta che tu sia sincero sui tuoi limiti, ma allo stesso tempo in te c’è la paura di esporre difetti che ti penalizzino. Non lasciarti spaventare e rifletti: tutti noi abbiamo delle “aree deboli” e saperle riconoscere è un segno di maturità. Allo stesso tempo, cerca di non mettere in evidenza quella che potrebbe davvero farti escludere dalla selezione.

Per esempio, se ti stai candidando per una posizione di “addetto al customer service”, puoi tranquillamente ammettere di essere un po’ ansioso, perché questo farà capire che dai importanza al risultato e alla soddisfazione del cliente. Non è il caso, invece, di rispondere: “Sono sgarbato con le persone che non conosco”.

“Quali sono le tue aspettative?”

Questa è una domanda che viene generalmente rivolta verso la fine del colloquio, con lo scopo di definire le tue aspettative economiche e contrattuali. Se il datore di lavoro ti rivolge questa richiesta è un buon segno, significa che sta valutando seriamente la tua candidatura, anche se niente è ancora garantito.

Si tratta inoltre di un atteggiamento di rispetto e considerazione nei confronti del candidato, che come l’azienda ha il diritto di avere dei desiderata. Cerca di essere sincero su quello che ti aspetti, sia in termini di stipendio che sul tipo di contratto, ovviamente facendo una valutazione realistica di ciò che puoi chiedere.

Se hai già un lavoro che lasceresti per il nuovo incarico, fai un’onesta valutazione con il datore di lavoro su quali sono le tue condizioni e le tempistiche per farlo.

In questo modo, potrete valutare entrambi se queste condizioni ci sono e se si può proseguire con un secondo colloquio ed eventualmente con un’assunzione.

Generalmente, dopo questa domanda, il colloquio si conclude e il datore di lavoro ti comunicherà quando avrai aggiornamenti sul risultato della selezione.

A questo punto, non ci resta che farti i nostri migliori auguri!

 


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