Paese che vai, skills che trovi: come valorizzare l’esperienza all’estero nel cv
Se hai trascorso un periodo (di studio o di lavoro) in un altro paese, è fondamentale metterlo in luce nel cv, facendo capire quali nuove competenze ti ha portato: ecco come valorizzare al meglio la tua esperienza all’estero nel cv.
Tutto il mondo è paese?
Al contrario di quanto recita questo detto un po’ all’antica, il mondo non è esattamente tutto un unico paesello. Sicuramente ci sono usi comuni a tante culture e dinamiche simili in ogni gruppo sociale, ma le differenze quando si vive in un altro paese sono tante: dal cibo, alle relazioni, al modo di vivere il lavoro e il tempo libero.
Aver trascorso un periodo all’estero significa essersi messi a confronto con un modo di vivere nuovo, magari diverso dal proprio (oppure più simile e affine di quanto pensassimo) e, in qualche modo, averne fatto parte. Attenzione però! Il modo in cui hai vissuto l’esperienza all’estero è fondamentale: hai trascorso sei mesi in un maxi albergo uscendone solo per andare in ufficio? Probabilmente in questo caso l’esperienza in un altro paese non ti ha arricchito/a molto.
Se invece sei entrato/a davvero in contatto con la cultura del posto, per esempio abitando presso una famiglia come au pair o facendo volontariato in un’associazione, ai recruiter sarà chiaro che sei capace di metterti in gioco.
Prova quindi a evidenziare in modo chiaro nel cv non solo dove sei stato/a e cosa hai fatto, ma anche come hai vissuto l’esperienza all’estero e quanto sei stato/a capace di uscire dalla tua zona di comfort e di mettere in discussione il tuo modo di vivere e le tue abitudini.
Non dimenticare di evidenziare, sia nel cv che in fase di colloquio, quali differenze hai visto a livello di contesto lavorativo e quali skills hai acquisito che potresti portare in azienda.
Il valore della flessibilità
Il mondo del lavoro sta evolvendo molto rapidamente, soprattutto grazie alle nuove tecnologie: le aziende ricercano persone flessibili, capaci di apprendere con rapidità e di adattarsi a situazioni nuove (e talvolta difficili da prevedere).
Se vuoi valorizzare l’esperienza all’estero nel cv, punta quindi sulla flessibilità: cerca di evidenziare che, durante il periodo trascorso in un altro paese, hai sviluppato la capacità di adattarti a un contesto nuovo sotto tanti aspetti e di lavorare in un modo diverso.
Sottolinea come questa esperienza ti abbia cambiato/a e donato apertura mentale e flessibilità, che hai mantenuto anche dopo il rientro a casa.
L’esperienza all’estero nel cv e le hard skills
Oltre alle competenze trasversali, durante il periodo all’estero hai probabilmente acquisito alcune competenze tecniche (le cosiddette hard skills), ad esempio la conoscenza di una lingua o l’uso di nuove tecnologie.
Puoi inserire queste competenze nella sezione apposita del tuo cv, senza fare direttamente riferimento al periodo all’estero; in sede di colloquio, però, ricorda di specificare che hai acquisito queste capacità durante l’esperienza in un altro paese.
Per esempio: “Il periodo trascorso all’estero mi ha permesso di perfezionare l’inglese e di apprendere nuove strategie di negoziazione col cliente”.
Sì, ma resti?
Se il periodo trascorso all’estero è soltanto uno, probabilmente i recruiter non ci troveranno niente di strano, ma se invece si tratta di diverse esperienze in tanti paesi, potrebbe nascere in loro la preoccupazione che tu sia incline al cambiamento e/o incapace di rimanere stabilmente nello stesso posto.
Questo tratto, così come una carriera non lineare, rischia di spaventare i recruiter e trasmettergli l’idea che, se ti assumono, non rimarrai a lungo in azienda.
Il nostro consiglio è di trovare il modo di trasmettere stabilità, per esempio nella parte introduttiva del cv: “Dopo diverse esperienze all’estero che mi hanno permesso di acquisire sia soft che hard skills, sono alla ricerca di un contesto di lavoro stabile in cui potermi esprimere al meglio portando le mie nuove competenze”.
In sede di colloquio potrai dettagliare meglio, per esempio spiegando che le esperienze all’estero ti sono state preziose per acquisire consapevolezza di te e capire cosa desideri, anche a livello lavorativo.
L’esperienza all’estero nel cv e l’intelligenza culturale
Ogni cultura è un sistema complesso, ed essere capaci di leggerla “da dentro” anziché da fuori, evitando i giudizi preconfezionati, è una capacità che si apprende. Oggi il mondo è globalizzato e i contesti lavorativi sono fortemente multiculturali: le aziende sono quindi alla ricerca di candidati dalla mente aperta e dotati di quell’intelligenza culturale che permette di interagire con persone di tutto il mondo.
Aver trascorso un periodo all’esterno ti ha probabilmente aiutato/a a sviluppare questa capacità, ed è importante sottolinearlo nel cv: puoi inserirla sia nella presentazione personale, sia nella sezione dedicata alle soft skills.
Speriamo che i nostri consigli ti siano utili per valorizzare al meglio la tua esperienza all’estero nel cv e impressionare positivamente i recruiter.
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