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Guida Turistica: un lavoro a contatto con il patrimonio culturale

Si definisce per legge Guida Turistica «chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi nelle visite a opere d’arte, musei, gallerie, scavi archeologici, illustrandone anche le attrattive storiche, artistiche, monumentali, paesaggistiche e naturali». Questa figura professionale è tenuta, inoltre, a offrire il proprio servizio in più lingue (generalmente in lingua italiana e in almeno una lingua straniera tra le principali).

Non bisogna confondere la Guida Turistica con l’accompagnatore turistico che, come abbiamo visto in un precedente articolo, ha il compito di accompagnare gruppi di turisti in viaggi organizzati da tour operator o agenzie viaggi, limitandosi a offrire assistenza e informazioni turistiche di base.

Per evitare di fare confusione, quindi, vediamo nel dettaglio chi è la Guida Turistica e quali attività svolge.

Quali sono gli obiettivi professionali di una Guida Turistica?

L’obiettivo professionale più importante consiste nel coinvolgere i propri clienti (i turisti), coniugando approfondite conoscenze culturali con la capacità di raccontare e trasmettere nozioni artistiche in modo semplice, appassionante e interessante.

Quali mansioni concrete ricopre la Guida Turistica?

Questa figura si occupa innanzitutto di organizzare i percorsi di visita attraverso lo studio e aggiornando sempre i propri itinerari in base al successo riscosso presso i turisti. Tra le sue attività rientrano anche: l’accoglienza dei turisti all’uscita dell’albergo, della stazione, dell’autobus o presso il luogo in cui si svolgerà la visita; la guida del gruppo lungo l’itinerario previsto, effettuando soste nei maggiori punti di interesse e illustrando la storia e le caratteristiche di luoghi e opere d’arte. Una buona Guida Turistica deve anche essere sempre pronta a rispondere alle domande dei turisti.

Quali sono le caratteristiche e le competenze che una Guida Turistica deve avere?

La Guida Turistica deve innanzitutto avere un’approfondita preparazione culturale, con particolare riferimento a nozioni di tipo storico-artistico.

È importantissima anche la conoscenza di una o più lingue straniere, non solo obbligatoria, ma anche funzionale alla possibilità di specializzarsi e distinguersi dalle altre guide turistiche (in questo momento, ad esempio, sono richiestissime le guide che conoscano il giapponese, il cinese, il russo).

Sono necessarie per svolgere la professione anche le abilità di pianificazione, organizzazione, apertura internazionale, pazienza, capacità di espressione verbale e di relazione con il pubblico.

Come si diventa Guida Turistica?

Per diventare Guida Turistica esiste un percorso molto preciso, che puoi approfondire a questo link. Infatti, è una delle professioni per cui si rivela necessario il conseguimento di un “patentino” di abilitazione (senza il quale lo svolgimento della professione risulta illegale ed è punito dalla legge).

Bisogna fare molta attenzione a cercare informazioni online, poiché la normativa vigente in materia ha subito da poco modifiche ed è ancora in fase di evoluzione. Fa testo l’ultimo Decreto Ministeriale dell’11 dicembre 2015.

Per informazioni su modalità e scadenze relative allo svolgimento degli esami di abilitazione è meglio rivolgersi agli uffici dell’assessorato al Turismo della regione o provincia di competenza o contattare le associazioni di categoria sul territorio nazionale.

L’esame

Per ottenere l’abilitazione occorre superare un esame. Le sessioni di esame sono deliberate dalle regioni e dalle province autonome mediante appositi bandi pubblicati con cadenza biennale. L’esame si svolge in tre prove: una scritta, una orale e una pratica.

Il programma d’esame riguarda generalmente il patrimonio storico e artistico, la legislazione di riferimento per l’attività professionale e il turismo, le lingue straniere. Tuttavia occorre considerare che i bandi di concorso e i programmi variano a seconda della provincia o regione.

I requisiti minimi

I requisiti richiesti per accedere all’esame per ottenere il patentino di abilitazione sono i seguenti:

  • Maggiore età
  • Diploma di laurea triennale (sono consigliabili percorsi di laurea in campo storico-artistico, archeologico, letterario, linguistico)
  • Qualora si tratti di uno straniero, una qualifica professionale di Guida Turistica conseguita presso uno stato membro dell’Unione Europea

Una volta superato l’esame e conseguito il patentino di abilitazione, si può essere inseriti nell’elenco nazionale delle guide turistiche nei siti di particolare interesse storico-artistico.

Dove lavora una Guida Turistica?

La Guida Turistica lavora generalmente, soprattutto all’inizio della propria carriera, presso tour operator e agenzie di viaggi o enti turistici (come dipendente o, più spesso, come consulente e collaboratore con Partita IVA).

Una volta acquisita esperienza, poi, può scegliere di avviare un’attività in proprio, pubblicizzando i propri itinerari tramite il web o con altri mezzi.

Quanto può guadagnare una Guida Turistica?

È difficile stabilire quanto possa guadagnare una Guida Turistica, poiché il tariffario è suscettibile di notevoli variazioni, a seconda dei casi. Esiste un elenco di tariffe minime, proposte dalle Regioni e dalle associazioni di categoria, ma in definitiva il suo guadagno dipende dalla tariffa applicata, nonché dalla mole di lavoro (quindi dal flusso turistico della città e dall’abilità di ciascuno di ottenere sempre nuovi clienti).

Indicativamente, per le guide che operano nelle città più importanti, è previsto un compenso tra 150 e 300 euro (mezza giornata e giornata intera).

Quali sono le prospettive di crescita professionale per una Guida Turistica?

Dopo alcuni anni di attività e con l’acquisizione di un’esperienza significativa, la Guida Turistica può decidere di aprire una propria attività nel settore turistico, ad esempio un’agenzia di viaggi o un tour operator.

Un’altra prospettiva di crescita consiste nella specializzazione: esistono, oltre al fronte linguistico, alcuni ambiti di sviluppo, ad esempio nel ramo del Turismo Sociale (con lo scopo di fornire servizi turistici di qualità alle categorie socialmente svantaggiate), oppure nel Turismo Congressuale (con attività turistiche associate a fiere e congressi). È di fondamentale importanza, per aspirare a una crescita professionale in questo settore, l’attitudine all’aggiornamento continuo.

 


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