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Interior Designer: un professionista tra achitettura e design

L’Interior Designer, più comunemente detto Architetto d’Interni, è una figura professionale sempre più diffusa, anche in Italia. Si occupa della progettazione degli spazi interni di abitazioni, uffici, attività commerciali, strutture ricettive, facendo capo a due criteri fondamentali: funzionalità e senso estetico.

Quali sono le caratteristiche e le competenze che un Interior Designer deve avere?

Un bravo Interior Designer deve necessariamente coniugare diverse competenze, che gli permettano di soddisfare le esigenze del committente in termini estetici, funzionali, tecnologici.

Per svolgere questa professione è necessario possedere nozioni basilari di architettura, storia dell’arte e design. Inoltre, un Architetto d’Interni è tenuto ad avere buona conoscenza del marketing, oltre ad avere un’ottima padronanza di programmi come photoshop, illustrator, autocad, ecc. Sono fondamentali anche alcuni rudimenti basilari di idraulica e illuminotecnica.

È infine importante che l’Interior Design abbia una buona propensione all’aggiornamento costante. Questo gli consentirà di conoscere le ultime tendenze e novità del settore, per soddisfare le richieste dei clienti.

Quali sono gli obiettivi professionali di un Interior Designer?

La missione dell’Interior Designer consiste nell’interpretare le esigenze e i desideri del cliente, progettando e realizzando spazi e ambienti che li rispecchino.

Quali mansioni concrete ricopre un Interior Designer?

L’Architetto di interni deve innanzitutto incontrare il cliente e prendere visione dell’ambiente su cui dovrà lavorare. Dopo aver sviluppato un’idea generale dell’intervento che farà, procede con l’elaborazione del progetto vero e proprio (contenente le informazioni dettagliate riguardo gli interventi da eseguire, i materiali da utilizzare, gli oggetti di arredamento e design da scegliere, i costi previsti).

La fase successiva consiste nell’esposizione del progetto al cliente, attraverso l’utilizzo di materiali dimostrativi cartacei e digitali. Questo momento è fondamentale, in quanto l’Interior Designer avrà un primo confronto diretto con il committente. Ciò gli consentirà di ottenere un consenso o di avere ulteriori indicazioni, sulla base delle quali apportare modifiche al progetto iniziale.

Una volta ottenuta un’approvazione finale, può procedere con la realizzazione del progetto, per la quale dovrà entrare in contatto e in collaborazione con altri professionisti del settore edilizio e dell’arredamento.

Come si diventa Interior Designer?

Per poter svolgere la professione di Interior Designer è necessario compiere un percorso che permetta di specializzarsi nella progettazione di tipologie differenti di spazi.

L’iter formativo ideale comprende una laurea triennale in architettura, a cui dovrebbe seguire una  specializzazione biennale in architettura di interni. Una buona alternativa alla laurea magistrale può essere un Master in Interior Design.

È possibile anche scegliere di formarsi presso un ente di formazione professionale specializzato nel settore, ad esempio una scuola di design.

Dove lavora un Interior Designer?

L’interior designer può lavorare come dipendente, presso aziende nel settore dell’arredamento (produttrici o distributrici di mobili, finiture di interni, sanitari), oppure presso studi professionali di design, architettura, o negozi di arredamento.

In alternativa, può optare per un’attività in proprio. In questo caso, sarà comunque di importanza fondamentale l’acquisizione di un’esperienza pratica negli ambiti sopra descritti.

Quanto può guadagnare un Interior Designer?

Un Interior Designer dipendente, all’inizio della propria carriera, può percepire una RAL di circa 15 mila euro annui. Con l’aumentare dell’esperienza, naturalmente, lo stipendio aumenta.

Con un’avviata attività in proprio e una consolidata esperienza, l’Architetto di Interni può guadagnare fino a 70 mila euro l’anno.

Quali sono le prospettive di crescita professionale per un Interior Designer?

Una possibile prospettiva di crescita per l’Architetto di Interni consiste nel passaggio da lavoratore dipendente all’avvio di uno studio e di un’attività in proprio, con un aumento delle responsabilità e del guadagno.

Inoltre, poiché si tratta di una professione creativa, spesso svolta da freelance, un’ulteriore prospettiva di crescita professionale coincide con la progressiva acquisizione di fama e clienti di prestigio, che conducono a rafforzare l’identità personale dell’interior Designer e a raggiungere un guadagno molto superiore.

 


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