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Intervista a Natasha Brera – Branch Manager Shanghai

Entriamo in FourStars per conoscere i professionisti che lavorano in azienda. Oggi incontriamo Natasha Brera: inizialmente giunta in FourStars per supportare i dipendenti nel perfezionamento della lingua inglese, oggi ricopre il ruolo di Branch Manager per la filiale di Shanghai e segue i candidati nelle loro esperienze in Cina.

 

Qual è stato il tuo percorso formativo e professionale?

Ho conseguito l’International Baccalaureate, classe 1995/1996, poi un B.A. in Psychology with Law and Sociology with Honours presso la London Guildhall University.

Ho presentato un progetto di tesi volto alla realizzazione di un centro per il reinserimento sociale dei carcerati: una sorta di città tipo, all’interno della quale i carcerati potessero iniziare a svolgere le stesse attività di cui si sarebbero occupati al termine del periodo di detenzione. Oggi la chiameremmo “città virtuale”, anche se nella fattispecie il progetto prevedeva la realizzazione vera e propria del centro.

Dopo essere rientrata in Italia per motivi familiari nel 2000, ho intrapreso un nuovo percorso formativo, ho conseguito il REC per affiancare mio padre nella gestione del ristorante di famiglia, uno dei ristoranti storici dell’hinterland milanese.

La perdita di mio papà, nel 2007, mi ha portata a rimettermi in gioco nuovamente e a cercare nuove strade da percorrere. Gli studi in psicologia e sociologia, nonché la mia predilezione per le persone, mi hanno fatto scoprire un altro mondo: l’insegnamento.

Troppe persone in Italia vengono penalizzate nel lavoro perché non parlano l’inglese, a causa di un sistema retrogrado non all’altezza dei suoi cittadini. Per questo motivo ho preso la decisione di prendere il TOEFL e di dedicarmi ad aiutare le persone a migliorare la lingua. Sono passati quasi dodici anni…

Come sei arrivata in FourStars? Qual è stato il tuo percorso in azienda?

Ho iniziato la mia collaborazione con FourStars nel 2009, in qualità di consulente linguistico.

Nel 2017 si sono verificati alcuni cambiamenti nella normativa cinese. Mi sono resa disponibile a recarmi a Shanghai per analizzare le implicazioni che la nuova normativa rappresentava per FourStars e creare un nuovo business model.

Così fu. Oggi continuo a occuparmi della branch a Shanghai, dei programmi di Stage in Cina, dei nostri fantastici candidati e delle relazioni con partner e fornitori.

Cosa ti ha spinta ad accettare di intraprendere un percorso a contatto con una realtà così diversa come quella cinese? Quanto ha giocato il tuo background internazionale in questa scelta?

Nasco bilingue in una famiglia mista e sono cresciuta circondata dalla multi-culturalità. Credo fortemente che l’arricchimento personale sia in gran parte dettato da quante più esperienze “diverse” si abbia l’opportunità di vivere e conoscere.

Durante il mio percorso di laurea mi ero convinta che imparare il cinese fosse fondamentale per vivere nella società del futuro e che sarebbe stato molto importante per me, a costo di allungare di un anno i miei studi. Sarei dovuta partire per Pechino nell’estate del 2000, ma gli eventi della vita mi hanno riportata in Italia.  Chissà … forse era proprio scritto che dovessi andare in Cina!

E poi, la Cina è davvero così diversa?

La Cina è sicuramente un altro mondo. Tutti i paesi al di fuori del paese in cui viviamo sono un “altro mondo”, ma la Cina in particolare. A livello politico-sociale, le differenze culturali e ideologiche tra la Cina e l’occidente sono davvero molto forti.

La barriera culturale con cui mi scontro più spesso è la tendenza a non ragionare in proprio, ma più spesso a eseguire senza porsi troppe domande, nel bene e nel male.

O ancora mi mette in difficoltà la perplessità dei miei partner in Cina, quando percepiscono che un cambiamento di normativa repentino, imposto dal governo Cinese, senza previsione alcuna, possa in qualche modo crearmi “dello stress” … mi dicono sia molto peggio il fatto che io vada in giro per la città d’estate senza ombrellino e senza protezione 50!

Per ultima, la barriera insormontabile della lingua. Il consiglio più spassionato che mi sento di dare a chi ambisce ad un percorso formativo e professionale collegato alla Cina, è sicuramente quello di dedicarsi all’apprendimento della lingua, asset fondamentale se uno vuole vivere, lavorare, e costruire delle relazioni in Cina.

Di cosa ti occupi nello specifico in FourStars? Quali sono le responsabilità di un Branch Manager?

In qualità di Branch Manager della filiale di Shanghai, mi occupo della gestione dei programmi di FourStars Stage in Cina, pensati e creati per i giovani che desiderano entrare nel mondo del lavoro e intraprendere una carriera internazionale.

I nostri programmi sono volti a dare maggiori opportunità soprattutto ai neo-laureati. Prevedono un periodo di lavoro e di studio in Cina e ogni programma ha le sue peculiarità. Naturalmente, affinché abbiano successo, i nostri candidati devono essere supportati lungo tutto il percorso e questo lavoro di supporto non sempre è facilissimo.

Mi occupo di cercare il match più appropriato tra aziende e candidati, auspicando che lo stage diventi poi una proposta di lavoro, mi confronto settimanalmente con le aziende e i candidati sulle richieste da parte dell’azienda e su eventuali aspetti delicati che insorgono per via della crescita personale durante l’esperienza, incluse le reazioni di shock culturale che talvolta si manifestano e che influiscono sul rendimento generale del candidato.

Mantengo le relazioni con le Istituzioni, le nostre aziende partner, le univeristà, gli uffici consolari, la sanità pubblica, la polizia, e i molteplici fornitori con cui collaboriamo. Last but not least, mi occupo anche della contabilità!

Con quali altre figure professionali collabori ogni giorno?

Ho la fortuna di collaborare quotidianamente con tutto il team di FourStars. Ogni progetto ha persone dedicate che si occupano delle risorse umane, del marketing, del content, dei colloqui e la segreteria organizzativa per i servizi logistici. Tutti hanno un proprio ruolo. Ogni tassello è fondamentale e, grazie alla collaborazione e alla sinergia di tutti gli ingranaggi, il lavoro viene svolto in modo efficiente e dinamico, creando così un ambiente lavorativo ottimale in cui tutto il team si sente coinvolto e condivide anche la soddisfazione dei risultati ottenuti.

In qualità di branch manager invece, mi interfaccio con i capi delle risorse umane, i CEO, i manager, i tutor prescelti per seguire il percorso dei candidati, i portavoce e i rappresentanti delle varie organizzazioni istituzionali in Cina, i facility managers delle strutture con cui collaboriamo e le autorità locali.

Questo obbliga ad essere sempre aperti ad ascoltare le necessità delle diverse parti coinvolte,  e quindi, a dover affinare la propria sensibilità nella negoziazione e nella mediazione.

Qual è la giornata tipo di un Branch Manager di filiale estera?

Non esiste la giornata tipo! Ogni giornata è una scatola di cioccolatini… non sai mai cosa ci troverai dentro. Diciamo solo che il fuso orario a volte gioca a favore e altre no.

Quali consigli daresti ai candidati che aspirano a una carriera internazionale, partendo dalla Cina?

Consiglierei sicuramente di essere disposti a mettersi in gioco. Mettersi in gioco, però, non vuol dire solo partire per la Cina. Vuol dire accettare di lasciarsi alle spalle i preconcetti e le certezze a cui si è tanto legati per creare nuovi punti di vista e prospettive.

Credo che la missione di tutti noi sia imparare sempre, ogni giorno qualcosa di nuovo.

In FourStars ti occupi anche di sviluppo commerciale. Qual è l’importanza di questa attività, svolta tra Milano e Shanghai?

Poche persone in Italia sanno cosa fa e a cosa serve un ente promotore di stage.  La burocrazia in Italia è sempre motivo di rallentamento, incertezza, perdita di tempo, disinformazione… soprattutto disinformazione!

FourStars fornisce alle aziende un servizio sartoriale per l’attivazione di tirocini, garantendo al contempo la tutela dei giovani tirocinanti, proprio in qualità di ente promotore.

La mia attività commerciale si basa sull’aumentare la consapevolezza nelle persone riguardo a questa figura e riguardo il ruolo di FourStars come leader nel panorama nazionale. Leader perché non solo offre un servizio celere e preciso, preoccupandosi degli obblighi normativi vigenti, ma lo fa prestando supporto umano costante in modo eccelso da 20 anni.

Quali sono le difficoltà e i lati positivi nel gestire trattative commerciali con aziende internazionali?

La parte più difficile è la negoziazione. Bisogna per forza imparare usi e costumi ancora prima di sedersi a tavolino. Una volta fatti i compiti bisogna riuscire a creare una situazione di win-win che spesso può essere snervante.

L’aspetto sicuramente più positivo è la grande soddisfazione che si prova nel raggiungere l’obiettivo.

Nella vita sei anche un’insegnante madrelingua di inglese. Come riesci a combinare le due attività?

Amo essere a contatto con le persone e vedere che in qualche modo sono riuscita a rendergli servizio.

Ogni volta che i miei studenti mi dicono che hanno superato la paura del public speaking, che si sentono confident, che dall’odiare le riunioni in inglese addirittura sono passati a preferirle a quelle tradizionali, o quando semplicemente mi dicono grazie, io provo grande felicità.

Organizzo la mia agenda pensando ai traguardi da raggiungere, sia a Milano che a Shanghai.

Come gestisci il tuo Work Life Balance?

Non credo di essere la persona più adatta a cui fare questa domanda. Diciamo solo che difficilmente non cucino, anche se può voler dire mangiare alle 10 …

Mi riposo di più quando riesco ad andare a fare un viaggetto!

Qual è il tuo sogno nel cassetto professionale?

Credo nella serendipità….


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