Anatomia della Gen Z: ciò che i giovani cercano veramente in un’azienda
Finalmente è uscito il nuovo Osservatorio Stage FourStars 2026! 🔭
Come ogni anno, abbiamo aperto un canale di dialogo con i nostri ex stagisti (che hanno avuto FourStars come Ente Promotore di un tirocinio tra il 2024 e il 2025).
In questa edizione abbiamo messo il focus sulla più giovane generazione di lavoratori, i Gen Z, che gradualmente stanno arrivando a occupare posizioni in tutte le aziende.
I datori di lavoro e le risorse umane dovranno imparare a interfacciarsi con questi giovani, pieni di ambizioni ma anche di contraddizioni.
Ecco perché ci siamo dedicati proprio a loro, cercando di tracciarne un’anatomia approfondita, per descrivere come si muovono nel mondo del lavoro, quali sono i desideri professionali che coltivano e cosa sognano per raggiungere la felicità.
Vediamo alcune delle tematiche emerse dall’indagine.
Come i Gen Z affrontano la ricerca del lavoro
Un’alta percentuale (il 68,1%) dei giovani Z intervistati ci ha raccontato di aver avuto difficoltà nel trovare un’occupazione, ma poi il 77% dice di aver impiegato meno di 6 mesi prima di iniziare un’esperienza di stage o lavoro.
Ecco svelato che i Gen Z hanno una percezione della realtà filtrata dal “tutto subito”, ignorando che, per certi versi, rispetto alle generazioni precedenti la ricerca del lavoro è oggettivamente più semplice.
Le principali difficoltà che dichiarano di avere incontrato sono: la retribuzione troppo bassa, le offerte poco attrattive, un forte sentimento di inadeguatezza verso le opportunità individuate.
Quali sono le principali difficoltà dei Gen Z in azienda
Nell’ambito dell’Osservatorio Stage FourStars 2026, circa il 70% dei Gen Z intervistati dichiara di aver avuto qualche difficoltà anche nel percorso di tirocinio, relativamente alla trasmissione delle informazioni e in particolare nel rapporto con il tutor e gli altri colleghi o superiori.
Come conseguenza, interrogati sulle soft skills che vorrebbero potenziare, i giovani della generazione Z affermano in gran parte di essere interessati a lavorare sulle competenze di comunicazione e relazione.
Cosa dovrebbe offrire un’azienda ai Gen Z
Ed eccoci al cuore dell’Osservatorio Stage FourStars 2026: cosa devono fare le aziende per attrarre e consolidare i Gen Z?
Sicuramente non è facile, in quanto questi giovani hanno mille sfumature (e contraddizioni) che bisogna saper cogliere e accogliere.
I Gen Z sognano di combinare la stabilità (anche economica) con il benessere e la sostenibilità.
Interrogati sull’aspetto che valutano più importante nella scelta dell’azienda, i giovanissimi della generazione Z lasciano la reputazione del brand all’ultimo posto. Tuttavia, tra i desideri per il futuro mettono al secondo posto la carriera in una grande multinazionale (altro punto contraddittorio).
Nella scelta di un’azienda, inoltre, scarterebbero un’opportunità di lavoro a fronte di una retribuzione non equa, della carenza di work-life balance e di un clima relazionale negativo.
Insomma, i Gen Z lavorano per vivere (non vivono per il lavoro!) e non sono disposti ad accettare compromessi. Desiderano tutto e possibilmente subito, ma poi quando c’è l’engagement si impegnano anima e corpo per sostenere gli obiettivi dell’organizzazione di cui fanno parte.
Una bella sfida per le aziende dunque, per loro sarà tutt’altro che semplice risultare attrattive e stimolare il giusto coinvolgimento. Ma l’Osservatorio Stage FourStars 2026 è un ottimo aiuto per iniziare a conoscerli e capirli.










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