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Retribuzione nella busta paga: guida per comprendere tutte le voci

In un precedente articolo abbiamo esaminato le principali voci presenti sul cedolino; ora ci concentriamo sulle voci relative alla retribuzione nella busta paga.

Retribuzione lorda e netta

Innanzitutto dobbiamo porre una distinzione tra due tipologie di retribuzione:

  1. Retribuzione lorda

Si tratta della retribuzione stabilita dai contratti collettivi applicati in azienda.

Il termine “lorda” sta a indicare che sulla somma indicata vengono effettuate le trattenute previdenziali e fiscali.

In altre parole, la retribuzione lorda non rappresenta l’importo che verrà corrisposto al lavoratore, in quanto da questa somma verranno sottratti i contributi previdenziali e sociali (pensione, malattia, ecc) e le ritenute fiscali IRPEF.

  1. Retribuzione netta

Questa voce indica l’importo pagato al lavoratore, calcolato per l’appunto “al netto” delle ritenute sociali e fiscali, eventualmente sommando altri importi spettanti al lavoratore (ad esempio relativi ad eventuali trattamenti integrativi).

Calcolo della retribuzione nella busta paga

Assunto il mese come periodo di corresponsione dello stipendio, distinguiamo due modalità di calcolo della retribuzione nella busta paga:

  • Calcolo della retribuzione mensilizzata

Prende come unità di misura il mese intero, quindi, una volta determinato l’importo da corrispondere mensilmente, esso rimane costante, a prescindere dal numero di ore o di giornate lavorate nel mese.

Influiscono sul calcolo solo le ore di assenza non retribuite, gli straordinari, i festivi o i notturni.

  • Calcolo della retribuzione oraria

In questo caso, la retribuzione nella busta paga è determinata in base alle ore di lavoro effettivamente prestate dal lavoratore nell’arco del mese.

Tutte le assenze vengono escluse dal conteggio, quindi nel cedolino verranno evidenziate alcune voci apposite per coprire ad esempio le assenze retribuite.

Retribuzione diretta, differita e indiretta

Un’altra distinzione, non sempre chiara da decifrare, è quella tra retribuzione diretta, differita e indiretta.

Vediamo cosa indica ognuna di queste voci:

Retribuzione diretta

Con questo termine si indica il compenso relativo all’effettiva prestazione del lavoratore, come stabilito dal CCNL e calcolato normalmente su base mensile.

Nel paragrafo successivo vedremo nel dettaglio le voci che riguardano la retribuzione diretta.

Retribuzione differita

Si tratta di una quota accantonata dal datore di lavoro e percepita dal lavoratore in un momento successivo, rispetto alla prestazione.

Rientrano sotto questa voce:

  • TFR
  • Trattenuta per Fondo Pensione
  • 13 mensilità
  • 14 mensilità (se prevista)
  • Premi di produzione

Retribuzione indiretta

Questo termine indica in sintesi la retribuzione che il lavoratore percepisce, pur senza un’effettiva prestazione.

Nella retribuzione indiretta sono compresi ad esempio:

  • Malattia
  • Maternità
  • Infortunio
  • Ferie, ROL, Ex Festività
  • Festività

Voci relative alla retribuzione diretta

Entrando nel merito della retribuzione diretta, esaminiamo le voci che la riguardano, distinguendo gli elementi fissi da quelli accessori.

Elementi fissi

La retribuzione nella busta paga presenta alcuni elementi sempre presenti, non soggetti a variabili:

  • Paga Base

Questa voce, differenziata a seconda del settore economico di riferimento, indica lo stipendio minimo stabilito dal CCNL applicato per la specifica qualifica contrattuale del lavoratore.

È l’elemento più importante della retribuzione, in quanto sulla base del minimo tabellare vengono calcolati tutti gli altri elementi.

  • Contingenza

Questo elemento era stato creato per compensare la perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni causata dall’inflazione.

In sostanza, al lavoratore spettavano incrementi periodici semestrali per adeguare lo stipendio al costo della vita.

Dal 1992 l’indennità di contingenza è stata assorbita nella paga base, ma in molti casi si continua a tenere il riferimento nella busta paga.

  • Scatti d’anzianità

Si tratta di aumenti periodici della retribuzione, calcolati in relazione al numero di anni che il lavoratore ha trascorso in azienda.

La cadenza e l’entità degli scatti sono calcolate e regolamentate dal CCNL applicato, con l’obiettivo di compensare la maggior professionalità acquisita con l’esperienza di lavoro.

Gli aumenti decorrono dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si compie lo scatto di anzianità.

  • Superminimo

Questo elemento indica le somme eccedenti la retribuzione minima tabellare, corrisposte al lavoratore in relazione a particolari tipi di prestazione o a meriti acquisiti.

Non esiste un superminimo valido per tutte le categorie e la cifra corrisposta può variare di molto.

Il superminimo è fiscalmente imponibile, rientra nei redditi da lavoro dipendente e deve essere considerato ai fini del calcolo di TFR, 13 e 14.

Distinguiamo due tipologie di superminimo:

  • Superminimo ad personam: concesso al lavoratore che si è distinto per capacità e impegno.
  • Superminimo assorbibile: diminuisce se si incrementa uno degli altri valori retributivi che compongono la retribuzione lorda (in questo caso deve essere specificato che il superminimo costituisce un’anticipazione di futuri aumenti giustificati dai CCNL.

Elementi accessori

La retribuzione nella busta paga si compone anche di alcuni elementi variabili, o accessori, che non sono sempre presenti e dipendono da alcune condizioni del lavoratore o dalle sue prestazioni:

  • Straordinari

Vengono corrisposti ai lavoratori che prestano servizio oltre il normale orario settimanale previsto da CCNL.

Le ore aggiuntive vengono compensate con percentuali di maggiorazione, applicate alla retribuzione ordinaria secondo parametri indicati dal contratto collettivo di riferimento.

  • Premi di produzione

È prevista la possibilità che si stabiliscano, a livello aziendale, particolari premi correlati all’andamento produttivo e agli obiettivi di fatturato dell’azienda.

Ogni impresa definisce i propri criteri di calcolo, i termini di pagamento e le modalità di contrattazione dei premi.

  • Indennità

Si tratta di somme che vengono corrisposte come rimborso spese, oppure a titolo di compenso per ore di lavoro prestato in condizioni di maggiore rischio o disagio, ad esempio:

  • Indennità per lavorazioni nocive (per chi lavora a contatto con materiali tossici o pericolosi)
  • Indennità di cassa (per chi maneggia denaro e opera continuativamente pagamenti, cambi, riscossioni, ecc.)
  • Indennità di funzione (correlata a particolari tipi di mansione)
  • Indennità di trasferta (a favore dei lavoratori che svolgono parte dell’attività fuori dalla sede di lavoro abituale, per ricompensare i costi di spostamento
  • Fringe Benefit

Si tratta in sostanza di riconoscimenti rivolti a premiare il lavoratore per il suo operato, con l’intento di gratificarlo. Leggi il nostro articolo sui Fringe Benefit per capire meglio cosa sono.

Retribuzione nella busta paga: la 13ᵃ mensilità

Tutte le aziende, a prescindere dal settore, sono tenute a corrispondere a lavoratori e lavoratrici dipendenti (sia con contratto a tempo determinato che indeterminato) la tredicesima mensilità in occasione della ricorrenza natalizia.

Ecco le principali cose da sapere sulla 13ᵃ:

  • La mensilità aggiuntiva matura durante i mesi lavorati e spetta per intero al lavoratore solo se ha prestato servizio per i 12 mesi precedenti. Nel caso in cui il dipendente sia stato assunto da meno di 12 mesi, riceverà una somma calcolata in relazione agli effettivi mesi di attività (il mese si conteggia se le giornate di lavoro effettuate ammontano almeno a 15).
  • La maturazione della 13ᵃ avviene anche durante i periodi di assenza per malattia e infortunio, casi in cui viene corrisposta a carico degli Istituti Assicuratori (INPS, INAIL).
  • La 13ᵃ mensilità fa parte della retribuzione imponibile ed è soggetta ai normali contributi, sia per l’aliquota a carico del lavoratore che per quella a carico dell’azienda.
  • Il datore di lavoro può scegliere di distribuire la 13ᵃ mensilmente in busta paga.

La 14ᵃ mensilità

Oltre alla tredicesima, nella retribuzione in busta paga, potrebbe esserci la quattordicesima.

Si tratta di un’ulteriore mensilità aggiuntiva, generalmente erogata tra giugno e luglio, oppure distribuita dal datore di lavoro mensilmente in busta paga.

La 14ᵃ è uno strumento di sostegno al reddito è previsto sono per alcuni settori, come ad esempio: chimico, commercio, alimentare, terziario, autotrasporti, logistica, turismo.

 

Vuoi fare chiarezza anche sulle altre voci in busta paga? Leggi il nostro articolo approfondito che spiega come leggere il cedolino.

 


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