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10 Errori comuni da non commettere mai quando attivi uno stage

Ti abbiamo proposto molti articoli sulle diverse tematiche che riguardano l’avvio di tirocini in azienda, ma non abbiamo ancora preso in considerazione gli errori da evitare nell’attivazione di stage.

Ecco 10 sbagli da non commettere mai quando attivi uno stage:

1. Non affidarsi a un Ente Promotore

Il primo errore da non commettere mai è inserire uno stagista in azienda senza rivolgersi a un Ente Promotore.

Si tratta, infatti, di una figura obbligatoria prevista dalla normativa, che ha il compito di mediare tra lo stagista e l’azienda e di assicurare una totale compliance da parte del soggetto ospitante per garantire la qualità del tirocinio.

Anche la scelta dell’Ente Promotore è importantissima e non va trascurata. Poiché la normativa di stage è molto complessa, è sempre meglio puntare su un Ente rigoroso e preciso, che innanzitutto abbia gli accreditamenti, nazionale e/o regionali, necessari.

È importante che l’ente promotore possa offrire una consulenza accurata, indirizzare verso un rispetto totale delle regole e tutelare l’azienda verso la possibilità di incorrere in sanzioni.

2. Non prestare attenzione ai requisiti dello stagista

Tra gli errori da evitare nell’attivazione di stage, c’è sicuramente la noncuranza verso le caratteristiche dello stagista selezionato.

Per poter attivare uno stage, infatti, occorre anche considerare i requisiti del candidato, che ad esempio non deve aver avuto esperienze precedenti con lo stesso soggetto ospitante.

Non è ammessa l’attivazione di uno stage extracurriculare per un soggetto che abbia già preso parte a un altro stage extracurriculare presso la stessa azienda, o che abbia avuto contratti di lavoro con il soggetto ospitante nei 24 mesi precedenti.

Ci sono poi dei limiti che riguardano l’età minima di un tirocinante, che può anche essere minorenne ma generalmente non di età inferiore a 16 anni.

Alcune regioni pongono particolare attenzione sulle esperienze pregresse dello stagista, dichiarando l’impossibilità di attivare un tirocinio per candidati che abbiano maturato esperienza nelle mansioni previste per la formazione in azienda.

3. Non prestare attenzione ai requisiti numerici dell’azienda

Tra gli errori da evitare nell’attivazione di stage c’è la mancanza di attenzione alla proporzione tra i dipendenti attivi in azienda e i tirocini in corso.

La normativa di stage, infatti, impone il rispetto di alcuni requisiti numerici nel rapporto dipendenti/tirocinanti, definiti per garantire la qualità dell’affiancamento che lo stagista riceve nella sua formazione.

Il numero dei dipendenti deve essere direttamente proporzionale al numero degli stagisti e ogni regione individua in modo specifico i rapporti numerici da rispettare, le tipologie di dipendenti da considerare per il computo e la sede da considerare per il calcolo.

4. Non considerare le mansioni dello stagista

Ci sono alcune mansioni per cui non è possibile attivare uno stage, ad esempio nell’ambito delle professioni ordinistiche.

I candidati iscritti a un Albo o che fanno parte di un Ordine non possono infatti svolgere uno stage in mansioni attinenti, in quanto di fatto sono già professionisti e lo stage rappresenterebbe uno strumento improprio per sostituire un contratto di lavoro.

5. Confondere lo stage curriculare con lo stage extracurriculare

Tra gli errori da evitare nell’attivazione di stage c’è sicuramente uno sbaglio molto comune, che consiste nel confondere le due principali tipologie di stage, curriculare ed extracurriculare.

Ecco le principali differenze:

  • Stage curriculare

Si rivolge agli studenti che risultano regolarmente iscritti a un corso di studi, presso l’università o presso una scuola secondaria di secondo grado. Si pone come obiettivo un approfondimento del percorso di formazione attraverso l’alternanza scuola-lavoro.

In questo caso la retribuzione dello stagista non è obbligatoria, in quanto gli spettano crediti formativi utili per finalizzare il percorso didattico.

Il tirocinio curriculare non è normato a livello nazionale o regionale, ma segue in genere il regolamento di ateneo o istituto dell’ente che lo attiva (ovvero la stessa scuola o università).

  • Stage extracurriculare

Si colloca in genere tra studio e lavoro e non costituisce parte integrante del percorso di studi.

Può comunque rivolgersi anche agli studenti, ai fini dell’acquisizione di competenze extra curriculari.

Nel caso di stagisti neolaureati, lo stage extracurriculare prevede una sperimentazione sul campo delle competenze acquisite durante gli studi, mentre per i candidati più distanti temporalmente dal percorso formativo costituisce un vero e proprio strumento di reinserimento o reorientamento.

Lo stage ectracurriculare è disciplinato da una normativa di carattere regionale, che definisce tutte le regole da rispettare per l’attivazione e la gestione, ad esempio una retribuzione minima obbligatoria.

6. Trattare lo stagista come un lavoratore

Occorre sempre ricordare che lo stagista non è un lavoratore, non gode degli stessi diritti ma neanche degli stessi doveri.

Lo stagista ad esempio non è tenuto a fare straordinari, quindi trattenerlo oltre l’orario previsto dal progetto formativo costituisce una violazione della normativa e potrebbe portare a sanzioni molto gravi.

7. Non restituire i documenti all’Ente Promotore

Tra gli errori da evitare nell’attivazione di stage c’è anche la mancata restituzione dei documenti ufficiali firmati.

La normativa, infatti, prevede l’obbligo per il soggetto ospitante di restituire all’ente promotore tutta la documentazione relativa agli stage, a partire dal contratto di stage, costituito da progetto formativo e convenzione, fino agli altri documenti del tirocinio che devono essere restituiti in itinere o a fine percorso (proroga, registro presenze, attestato competenze).

8. Non compilare il registro presenze

Il registro presenze è un documento importantissimo, che attesta il regolare svolgimento delle attività di tirocinio e la coerenza del percorso effettuato con quanto riportato sul progetto formativo.

Questo documento, oltre ad essere obbligatorio per normativa, si può rivelare anche molto utile per risolvere eventuali contenziosi tra il tirocinante e l’azienda, tutelandoli entrambi con una traccia scritta e sottoscritta da stagista e tutor delle presenze e delle attività svolte.

9. Non fornire allo stagista tutoraggio e formazione

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: lo stage non è un rapporto di lavoro ma un percorso di formazione in azienda.

Tra gli errori da evitare nell’attivazione di stage, quindi, rientra sicuramente la mancanza di un tutoraggio adeguato: lo stagista deve essere affiancato costantemente da un tutor aziendale, che lo indirizzi sulle attività da svolgere e garantisca una formazione quotidiana.

Il percorso di stage deve prevedere anche dei momenti di verifica delle competenze acquisite, che consentano di orientare la formazione nel modo corretto, eventualmente potenziando il supporto laddove lo stagista dimostrasse di essere meno ricettivo.

10. Non attenersi alla Normativa

È l’ultimo punto, ma potrebbe collocarsi di diritto al primo posto, a pari merito con l’errore di non rivolgersi all’ente promotore.

La normativa di stage è ovviamente finalizzata a regolamentare lo svolgimento dei tirocini in azienda e, in particolare, impone una serie di principi per evitare un utilizzo improprio dello stage.

Non rispettare la normativa di stage può portare a conseguenze gravissime, dalle sanzioni amministrative pecuniarie, alla riqualificazione del tirocinio in rapporto di lavoro, fino all’interdizione di ospitare stagisti.


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