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Come una storia d’amore: le 6 fasi dell’Employee Lifecycle

Tradotto letteralmente come “ciclo di vita del dipendente”, l’Employee Lifecycle è un modello utilizzato per descrivere le fasi che un lavoratore attraversa durante il suo percorso in azienda, dalla selezione fino all’ultimo giorno di lavoro.

In occasione di San Valentino, ci siamo divertiti a creare un parallelismo un po’ audace per raccontare l’Employee Lifecycle come una storia d’amore tra il dipendente e l’azienda.

Ecco di seguito tutte le fasi del Lifecycle e qualche consiglio per affrontarle nel modo corretto.

  1. Il desiderio di un nuovo inizio

Partiamo dall’inizio.

Sei single e aspiri a un nuovo incontro che ti faccia battere il cuore, oppure la tua attuale relazione non ti soddisfa più e quindi inizi a desiderare un/a partner più affine a te.

Così come nelle storie d’amore, anche nell’Employee Lifecycle c’è una primissima fase in cui si inizia a fantasticare su un nuovo lavoro e ci si apre alla possibilità di cercare una prima occupazione o un nuovo impiego che sostituisca quello attuale.

Suggerimenti utili: per avere un’ispirazione in più, leggi il nostro articolo su motivazioni e consigli per cambiare lavoro.

  1. Attrazione e Reclutamento: la ricerca dell’altra metà

Inizia la ricerca attiva: ti iscrivi a un corso di ballo, oppure intensifichi le occasioni mondane (si sa mai, gli amici comuni…) o scarichi una app di incontri.

Allo stesso modo, se desideri un nuovo lavoro, ti attivi per cercarlo: fai un brainstorming per raccogliere le idee e ipotizzare qualche azienda a cui mandare una candidatura spontanea, procedi con un aggiornamento del cv e del profilo LinkedIn e inizi a consultare gli annunci online.

Tante aziende cercano candidati e sono in fase di reclutamento, si tratta solo di trovare il match giusto!

Suggerimenti utili: per riuscire al meglio in questa fase, leggi i nostri consigli per un cv perfetto, i suggerimenti per scegliere gli annunci di lavoro giusti e quelli per trovare lavoro con LinkedIn.

  1. Colloquio: il primo appuntamento

Finalmente, dopo tanto cercare e qualche delusione, hai individuato una persona intrigante, che sembra aver ricambiato il tuo interesse.

Hai fatto il primo passo e c’è stato un ottimo riscontro, hai ottenuto un primo appuntamento!

E ora, in preda all’euforia, ti assalgono mille dubbi: come vestirsi? cosa dire? come rispondere alle sue domande per “fare colpo”? cosa invece domandare?

Contesto diverso, stesse dinamiche anche nell’Employee Lifecycle.

Finalmente hai trovato un’azienda che ha ricambiato il tuo interesse, ha esaminato la tua candidatura e, apprezzando il tuo profilo, ti ha convocato/a per un primo colloquio.

Cosa indossare per l’incontro con il recruiter? Come prepararsi per rispondere alle domande che probabilmente ti farà? E se durante la selezione ti ponessero delle domande scomode o addirittura illegali, come reagire? Quali domande fare per sostenere la conversazione e mostrare interesse?

Suggerimenti utili: nel nostro Blog troverai risposte ad ognuna di queste domande!

Leggi gli articoli sull’outfit perfetto per un colloquio (anche su cosa indossare d’estate per l’incontro con i selezionatori), sulle domande più frequenti, sulle domande scomode e sulle domande illegali che potrebbero porti durante il colloquio.

Prosegui la lettura con gli articoli sulle domande da fare al recruiter, sul colloquio di gruppo e sui consigli per affrontare il secondo colloquio.

  1. Onboarding: l’inizio di una storia

È la persona giusta. Avete moltissime cose in comune e prospettive di vita plausibilmente compatibili, quindi decidi con slancio di provare a iniziare una nuova storia d’amore, sperando di fare molta strada insieme.

In questa fase dedichi al partner mille attenzioni e cerchi di mettere in evidenza le tue potenzialità, allo stesso tempo impegnandoti per conoscerlo/a meglio, per stabilire una connessione davvero positiva.

Così succede anche durante l’onboarding, la fase dell’Employee Lifecycle in cui si inizia a cercare un primo macro allineamento valoriale e a verificare la compatibilità di fondo della “coppia” (azienda e dipendente).

In questo stadio l’obiettivo del dipendente, ma anche quello della sua nuova azienda, è di iniziare a dare qualche informazione in più di sé, impegnandosi per avviare una collaborazione proficua e mettendosi in buona luce agli occhi dell’altro/a.

Suggerimenti utili: leggi i consigli per affrontare i primi giorni di lavoro nel modo giusto.

  1. Development e Retention: il cuore della relazione

Eccoci giunti al vero cuore della relazione amorosa e dell’Employee Lifecycle, al cui interno possiamo distinguere diverse fasi:

  • Innamoramento / Entusiasmo iniziale

In questa fase della storia d’amore regnano l’euforia, l’attrazione fisica, idealizzazione.

Anche nel ciclo di vita del dipendente si tratta in genere di un momento pregno di nuove energie ed entusiasmo, in cui tutto è inedito e genera stimoli: imparare nuove procedure, conoscere nuove persone, darsi nuovi obiettivi professionali.

  • Disillusione / Gestione delle Performance

In questa fase cade l’idealizzazione, si iniziano a notare i “nei” del partner e le differenze, si affrontano i primi conflitti, si iniziano a rivendicare i propri bisogni individuali.

Si tratta di una fase critica, ma molto importante e funzionale per riuscire a capire se la relazione è destinata ad evolvere.

Allo stesso modo, nell’Employee Lifecycle, cominciano a emergere difetti e contrasti e il rapporto professionale viene messo alla prova.

Il dipendente esprime le sue posizioni, che possono talvolta contrastare con quelle dell’azienda, mentre il datore di lavoro inizia a misurare le performances.

Da parte di entrambi entrano in gioco le aspettative, la cui gestione assume un ruolo molto importante per la fase successiva.

Suggerimenti utili: leggi il nostro articolo su come aumentare la produttività.

  • Stabilità e accettazione / Sviluppo

Subentra una fase di assestamento: presa consapevolezza dei difetti reciproci, si inizia ad attribuire nuovo valore alle differenze (magari anche a scherzarci su), si costruisce una nuova relazione di fiducia, meno idealizzata e più “reale”.

Anche nell’Employee Lifecycle, in questa fase, nasce un rapporto nuovo tra il datore di lavoro e il dipendente. Ognuno ha più consapevolezza verso l’altro, si prende atto dei reciproci limiti e punti di forza, si inizia a pensare a nuovi spunti di sviluppo professionale.

  • Amore Maturo / Impegno e Retention

Ecco la relazione all’apice della sua solidità: si vive un amore maturo, fatto di impegno e di gesti reciproci, di presenza, di dimostrazioni spontanee, di propositività, di progetti comuni.

Nell’Employee Lifecycle è il momento in cui l’azienda punta sulla Retention e il dipendente si impegna al massimo (ma in modo fluido) per dimostrare il proprio valore e il proprio engagement.

Sia nella vita privata che in quella professionale, è il momento in cui si sta insieme anche per scelta e non più solo per passione.

Suggerimenti utili: se ti riconosci nel ruolo dell’azienda, leggi i consigli per promuovere il benessere organizzativo e aumentare l’employee retention.

  1. Offbording: la fine di un amore

Visto che è San Valentino vogliamo un lieto fine per la nostra storia d’amore, ma per completezza citiamo anche un’ulteriore fase, ovvero l’epilogo di una relazione.

Ebbene sì, anche le storie d’amore che sembrano durature possono finire. Possono subentrare momenti di crisi, oppure la fase della disillusione non viene mai superata e si decide di prendere strade diverse.

Anche sul lavoro, come nella vita, può arrivare il momento di “lasciarsi”. Nell’Employee Lifecycle questa fase viene definita Offboarding.

Si tratta di un momento delicatissimo, in cui il rischio di ferirsi ed entrare in conflitto è molto alto, se non si riesce a gestire la transizione con equilibrio e oggettività.

È importante aprirsi al dialogo e concentrarsi anche su ciò che di bello si è condiviso, al fine di evitare contrasti e separarsi con reciproci auguri di evoluzione e benessere.

Suggerimenti utili: scopri come concludere un rapporto di lavoro in modo sano, evitando il quiet quitting e il quiet firing.

 

Insomma, proprio come le storie d’amore: un’esperienza lavorativa magari non sarà per sempre, ma vale la pena di viverla, gustandosi tutte le fasi😉


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